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All’esame della Camera il disegno di legge Comunitaria 2007

La Camera dei Deputati ha iniziato il 14 gennaio scorso l’esame del disegno di legge Comunitaria 2007, approvato dal Senato il 25 settembre. Si tratta dello strumento normativo privilegiato per aggiornare il recepimento della normativa comunitaria nell’ordinamento interno e per la modifica di norme nazionali contrarie agli obblighi della disciplina europea. Dal punto di vista delle procedure attuative, prevede per la prima volta in maniera esplicita la trasposizione di tutte le direttive in scadenza entro i termini da esse previsti. Fissa inoltre in 90 giorni il periodo entro il quale il Governo è chiamato a emanare i decreti legislativi per l’attuazione delle direttive il cui termine di recepimento sia già scaduto. Per le direttive che non prevedono un tempo di recepimento, i decreti di attuazione saranno emanati entro 12 mesi dalla sua data di entrata in vigore. In tema di procedure di infrazione va ricordato che il Dipartimento per le Politiche Comunitarie ha recentemente messo a disposizione del pubblico e delle amministrazioni la banca dati “EUR-Infra” su tutte le infrazioni aperte a carico dell’Italia. La legge comunitaria è regolata dalla legge 4 febbraio 2005, n. 11 “Disposizioni generali sulla partecipazione dell’Italia al processo normativo dell’Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari” (GURI n. 37 del 15.2.2005). L’articolo 6 del ddl Comunitaria 2007 modifica a sua volta la legge istitutiva. Si segnala a questo proposito l’aggiunta dell’articolo 16-bis “Diritto di rivalsa dello Stato nei confronti di regioni o altri enti pubblici responsabili di violazioni del diritto comunitario” che riguarda in particolare le procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea, dalle sentenze di condanna della Corte di Giustizia europea e della Corte europea dei diritti dell’uomo. Il disegno di legge Comunitaria 2007 dà inoltre al Governo la possibilità di emanare non solo Testi unici, ma anche codici di settore, in modo da coordinare le direttive comunitarie con le altre norme legislative vigenti nelle stesse materie.

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