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Commercio, cura-semplificazione

Nelle attività commerciali non soggette a programmazione dal 14 settembre prossimo scatterà un’importante novità: per avviare un’attività sarà infatti sufficiente fare la segnalazione al comune, attraverso la Scia, mentre finirà nel dimenticatoio la denuncia di inizio attività, che prevede tempi più lunghi e il placet dell’amministrazione. La previsione è contenuta nel decreto legislativo n. 147, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale, che apporta alcune modifiche e integrazioni alla normativa sui servizi nel mercato interno, al fine di potenziare lo sviluppo e la competitività e favorire la semplificazione e la libera concorrenza nel mercato dei servizi. Si tratta di una sorta di aggiornamento dell’originario decreto legislativo (n. 59) che, nel 2010, ha recepito la “direttiva servizi”, conosciuta anche come direttiva Bolkestein, con cui è stato armonizzato a livello comunitario l’accesso e l’esercizio delle attività economiche nel settore terziario, allo scopo di potenziare lo sviluppo e la competitività, in particolare, delle piccole e medie imprese. La novità principale, dunque, è che la Segnalazione certificata di inizio attività, come da ultimo modificata dal decreto legge numero 5 del 2012 sulle semplificazioni, sostituisce la precedente Dichiarazione di inizio attività (Dia). Il regime Scia, ricordiamo, prevede che la dichiarazione dell’imprenditore sostituisca quelle autorizzazioni, licenze o domande di iscrizioni non sottoposte a valutazioni discrezionali o al rispetto di norme di programmazione e pianificazione, così come di vincoli ambientali, paesaggistici, culturali, eccetera. Ricorrendo tali presupposti, alle imprese sarà dunque sufficiente presentare il relativo modello Scia, correttamente compilato e completo in ogni sua parte per avviare la propria attività. Inoltre, come spiegato in una nota di Palazzo Chigi, in base al provvedimento approdato in Gazzetta, nei casi in cui resta la necessità di autorizzazioni, si prevede che si applichi, salvo le eccezioni di legge, l’istituto del silenzio assenso. Queste due misure consentiranno secondo gli auspici dell’esecutivo di rendere molto più rapido e semplice l’avvio delle nuove attività nel settore dei servizi. Per finire, il decreto legislativo n. 147 del 2012 contiene numerosi interventi di immediata semplificazione, riguardanti le attività di commercio all’ingrosso nel settore alimentare, di facchinaggio, di intermediazione commerciale e di affari, di spedizioniere, di acconciatore, di estetista, di lavanderia e di disciplina dei magazzini generali e dei mulini. Mentre per un altro verso vengono abrogati alcuni albi e ruoli, fra i quali i commissionari, i mandatari, gli stimatori e pesatori pubblici, ed i mediatori per le unità da diporto.

Fonte: La Gazzetta degli Enti locali

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