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Distribuzione carburanti: Antitrust a Governo e Parlamento

Distribuzione carburanti: Antitrust a Governo e Parlamento, eliminare vincoli all’ingresso di impianti più efficienti, attuare la ristrutturazione della rete per favorire la discesa dai prezzi

Occorre anche applicare la norma che ha liberalizzato le forme contrattuali tra proprietari degli impianti e gestori

Rimuovere i vincoli normativi regionali e nazionali che ostacolano l’ingresso di impianti più efficienti nella distribuzione dei carburanti e attuare un massiccio piano di ristrutturazione della rete. Lo chiede l’Antitrust in una segnalazione al Governo e al Parlamento, approvata l’11 giugno 2013. Secondo l’Autorità in Italia le condizioni generali di svolgimento del servizio determinano livelli di prezzo più elevati della media europea (c.d “stacco”) e standard qualitativi della rete inferiori rispetto a quelli dei principali Paesi europei (in termini di erogato medio per impianto). Per questo occorre eliminare le residue restrizioni all’accesso del mercato che ostacolano l’ingresso di operatori più efficienti e dinamici e frenano un’evoluzione in senso maggiormente concorrenziale dell’attività di vendita di carburanti per autotrazione. Si tratta di restrizioni che bloccano anche uno sviluppo qualitativo del settore: l’Autorità chiede venga eliminata la norma che limita alle sole aree extraurbane la possibilità di istituire impianti completamente automatizzati (c.d ghosts) – norma oggetto di un recente interessamento anche della Commissione Europea. E’ anche necessario modificare la norma nazionale che rende ancora possibile, in particolare da parte di normative regionali, l’introduzione di obblighi asimmetrici per l’apertura dei nuovi impianti di distribuzione, in termini di tipologia di carburanti da erogare e/o caratteristiche che l’impianto deve necessariamente soddisfare.

Con l’obiettivo di favorire una maggiore flessibilità nei rapporti tra titolare dell’autorizzazione e gestore dell’impianto e consentire politiche più concorrenziali a livello di singolo distributore, l’Autorità chiede inoltre che venga applicata la liberalizzazione dei rapporti contrattuali tra i titolari degli impianti ed i gestori prevista dall’articolo 17 del Dl 1/2012 e ancora inattuata: occorre che venga previsto dalla legge che, in caso di mantenimento di uno stallo nelle negoziazioni di categoria, scatti un potere sostitutivo diretto dell’amministrazione centrale (Ministero dello Sviluppo Economico).

Anche l’avvio di un massiccio progetto di razionalizzazione della rete di distribuzione appare, per l’Antitrust, elemento in grado di determinare una pressione “strutturale” al ribasso sui prezzi finali di vendita. In particolare, vengono chieste norme in grado di agevolare l’uscita dal mercato dei numerosi impianti cd “incompatibili” rispetto alle normative urbanistiche e di sicurezza stradale presenti sulla rete italiana: si consentirebbe così agli operatori del mercato di concentrare le proprie vendite su un numero più ridotto di punti vendita, riducendo l’incidenza dei costi fissi sui prezzi finali. Poiché le competenze degli enti locali comunali, sono rimaste, sin dal 2001, sostanzialmente inapplicate, è necessario prevedere rigidi poteri sostitutivi, delle Regioni in prima battuta e da ultimo dell’amministrazione centrale, nell’attività di individuazione di tali impianti incompatibili.

Fonte: www.agcm.it

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