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Gazebo, dehors e chioschi

Articolo di Pippo Sciscioli

chiosco

Ai fini dell’assentibilità di dehors e gazebo si assommano competenze assoggettate alla normativa sui pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, sul commercio, sull’artigianato, sull’edilizia, sulla  tutela del paesaggio e dei beni culturali e ancora sulla normativa tributaria, per quanto attiene i profili del pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico.

Sicché è rimesso al Responsabile del SUAP conoscere i rapporti di forza fra le suddette diverse normative orbitanti in questa tematica e stabilire quale e in che misura una di esse prevalga o come debba integrarsi con le altre.

Certamente, l’errore più grossolano che si potrebbe fare è quello di ritenere assentibile qualsiasi istanza di installazione su suolo pubblico purché corredata della ricevuta attestante l’avvenuto pagamento della Tosap, che forse rappresenta l’ultimo e certamente meno importante adempimento da espletare per assentire l’istanza di installazione di un dehor, di un gazebo o di semplici tavolini.

Il problema si acuisce nel periodo estivo, in cui fioccano le istanze al Comune da parte di qualsiasi operatore nell’ambito della ristorazione per ottenere occupazioni di suolo pubblico per il consumo sul posto, indifferentemente se si tratti di titolare di autorizzazione o Scia di pubblico esercizio di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande o di gestore di una pizzeria d’asporto (attività artigianale), o ancora di un esercente un’attività di esercizio di vicinato per il commercio al dettaglio di prodotti alimentari con il consumo sul posto, come nel caso di una macelleria che allestisca all’esterno della sua attività una serie di tavolini per il consumo di carne alla brace.

La tematica si è poi arricchita di nuovi ed insidiosi spunti di interesse alla luce sia del recente Glossario unico delle opere edili minori sia del Decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31 avente ad oggetto il “Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata”  e di una serie di Circolari del competente MIBACT, che hanno fornito indirizzi operativi ai Comuni per come procedere in materia, sia di copiosi interventi del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ed, infine, della giurisprudenza amministrativa.

Cerchiamo allora di fare chiarezza sulla materia, evidenziando sin da ora l’ineludibilità necessità e opportunità che i Comuni adottino previamente un Regolamento espressamente…….

 

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