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Il bar e le attività dell’oratorio: una fattispecie particolare anche dopo le modifiche del dlgs n. 222/2016

Articolo di Daniela Tedoldi

oratorio

Le attività svolte da un oratorio, in particolare la somministrazione di alimenti e bevande ed il trattenimento, sono spesso fonte di problematiche di inquadramento poiché l’ambito di gestione è plurimo ed ha incidenza su più normative di settore.

Per inquadrare correttamente l’ambito amministrativo di riferimento è necessario partire dalla considerazione che il suddetto è inevitabilmente legato all’ambito fiscale-tributario essendo l’Oratorio qualificato come un’articolazione della Parrocchia e la stessa è regolata dalla legge n. 222/1985.

Un ulteriore piano di valutazione è poi derivato dal recente decreto legislativo n. 222/2016 che alla tabella A allegata ha inquadrato in certi casi l’attività di somministrazione dei circoli ed associazioni come attività sottoposta ad autorizzazione .

Partiamo dal primo aspetto e pensiamo che la Parrocchia, come istituzione religiosa, può svolgere direttamente le attività di religione e culto, ma anche attività “diverse” come l’assistenza, la beneficenza, l’istruzione, educazione e cultura ed anche le attività commerciali o a scopo di lucro. In questo contesto l’Oratorio si pone come articolazione funzionale della Parrocchia.

 

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