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Il Tar blocca la “tassa sulla fortuna”

Stop alla c.d. “tassa sulla fortuna” per le videoslot, ovvero per gli apparecchi da intrattenimento videogiochi.

Lo ha stabilito il Presidente della seconda sezione del Tar Lazio, Luigi Tosti, con un decreto monocratico, accogliendo così le richieste avanzate da dieci concessionarie, tra le quali Snai, Sisal Slot e Lottomatica. Questo almeno fino al 25 gennaio, giorno in cui ci sarà l’udienza di discussione dei ricorsi davanti al Tar in composizione collegiale.

Oltre a Snai, Sisal Slot e Lottomatica, anche Cirsa Italia, Cogetech, Gamenet, Codere, Hbg Connex, Bplus Giocolegale e Gmatica si sono rivolte ai giudici amministrativi, impugnando il decreto direttoriale dell’A.A.M.S. prot. 2011/2876, che in attuazione della Manovra Monti, istituiva una tassa sulle vincite realizzate reamite le videoslot . Il decreto prevede infatti che dal primo gennaio, le vincite sopra i 500 euro di molti giochi saranno tassate con un prelievo del 6% sulla parte che eccede l’importo stesso.

Le dieci concessionarie sostengono, invece, che le modalità operative previste rendono impossibile fare il calcolo delle vincite da far riscuotere, e che, così, in maniera del tutto anomala, verrebbero tassate pure le perdite dei giocatori. Il meccanismo attuale, infatti, non prevede che, al momento della riscossione, la videolottery faccia differenza tra il denaro inserito dal giocatore e quello effettivamente vinto. Per cui un giocatore che avesse per ipotesi giocato 600 euro, e che avesse deciso di ritirarsi dopo averne perso dieci, avrebbe dovuto pagare la tassa del 6% sui 90 euro eccedenti la soglia dei 500.

Il presidente della II sezione del Tar ha rilevato che, fino al 25 gennaio “sussistono i presupposti per concedere l’invocata misura cautelare provvisoria limitatamente all’obbligo imposto al concessionario di effettuare un prelievo erariale del 6 per cento sulle vincite“.

La sospensione della ‘tassa della fortuna’ per le videoslot è stata quindi decisa proprio valutate “le difficoltà attuative di natura tecnica prospettate“ dai ricorrenti.

Questa anomalia ha indotto il Tar del Lazio ad accogliere il ricorso dei concessionari delle videoslot, congelando la tassa sulla fortuna. Una tassa che, secondo le stime del governo, dovrebbe portare circa 150 milioni di euro nelle casse dello Stato, di cui quasi la metà proprio grazie alle videoslot.

Fonte: Leggioggi

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