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Professioni non regolamentate: le regioni dicono no

Le Regioni, in un documento del 24 marzo 2011 predisposto dalla conferenza Stato-Regioni, esprimono il loro dissenso alle proposte di legge presentate dal Parlamento per disciplinare le professioni non regolamentate, in quanto l’istituzione di un registro pubblico e la previsione di una procedura specifica di riconoscimento delle professioni e delle associazioni e il rilascio di un attestato di competenza da parte delle stesse associazioni, contrasta con un sistema aperto dove le attività possano essere liberamente esercitate dai professionisti. Le proposte di legge (AC 1934, AC 2077 e AC 3488) prese in esame in sede di conferenza Stato-Regioni riguardano le attività professionali non regolamentate, definite attraverso un criterio “residuale”: tutte le professioni intellettuali e non per le quali non sia stata espressamente prevista la riserva di legge dall’art. 2229 c.c. («La legge determina le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi o elenchi»). Vengono escluse le attività e i mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da leggi in vigore.

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