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Sicilia – Commercio: la giunta regionale approva il d.d.l. di riforma

La giunta regionale, su proposta dell’Assessore alle attività produttive, ha approvato il d.d.l. di riforma del settore commercio. Prevista la liberalizzazione degli orari di apertura e di chiusura degli esercizi commerciali. Aboliti i vincoli delle distanze minime. I comuni sono competenti a decidere gli orari di vendita per il commercio in aree pubbliche. I panificatori saranno soggetti a turnazione, decisa dal comune, per la vendita domenicale e festiva. Gli enti locali sono chiamati a redigere i piani commerciali quadriennali. Il responsabile del Suap dovrà assistere le imprese dall’avvio alla conclusione dei procedimenti autorizzativi.

La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alle Attività Produttive, ha approvato il ddl di riforma del settore commercio.
Il ddl si compone di ben 219 articoli, raggruppati in quattro parti, suddiviso in titoli e capi.
La Regione punta ad ampliare la libertà del mercato ed a modernizzare il sistema economico regionale, adeguandolo anche alle novità introdotte nel quadro normativo nazionale.
Le novità condivise nel nuovo testo unico regionale sul commercio riguardano l’abolizione dei vincoli dettati in materia di distanze minime e la liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura dei negozi e la de-regolarizzazione delle aperture domenicali e festive e delle vendite promozionali.
La liberalizzazione degli orari di apertura è stata dettata dalla sentenza della Corte Costituzionale (n. 299/2012) che ha rimosso le limitazioni della precedente legge regionale per l’esercizio delle attività economiche, ribadendo la competenza esclusiva dello Stato in materie che attengono alla tutela della concorrenza.
Gli orari di apertura e di chiusura dei negozi sono, pertanto, rimessi alle libere scelte strategico-imprenditoriali dell’esercente, con il solo vincolo del rispetto della normativa in materia di tutela del lavoratore e di sicurezza sul luogo di lavoro.
In forza di tali vincoli è stata riproposta la chiusura domenicale e festiva dell’attività di panificazione.  Il Comune, comunque, per garantire la continuità del servizio in favore dei consumatori, potrà disporre la turnazione delle aperture dei panifici, previa concertazione con le organizzazioni provinciali di categoria.
L’Ente locale potrà autorizzare, al massimo, il 50% del totale dei panificatori che operano nel proprio territorio, tranne che vi sia un solo imprenditore del settore.
Il pane non potrà essere venduto in aree pubbliche, mentre la consegna a domicilio è consentita solo se il pane è stato preventivamente confezionato dentro un sacchetto di carta che porti all’esterno lo scontrino e l’indicazione del destinatario.
Ai Comuni resta la possibilità di determinare gli orari di vendita per il commercio in aree pubbliche.
Le disposizioni in materia di orari non troveranno applicazione per i tabacchini e le rivendite di generi di monopolio, per le rivendite interne a strutture ricettive (alberghi, camping, etc.), per gli autogrill e le rivendite interne alle stazioni ed agli aeroporti.
Il testo introduce il rating di legalità per le imprese commerciali ma anche i protocolli di legalità per i soggetti interessati al rilascio dell’autorizzazione per le grandi strutture di vendita.
Il ddl tende ad assicurare la trasparenza nel rilascio delle autorizzazioni e nei rapporti commerciali, a creare reti tra le imprese ed a tutela la libera concorrenza.
Le richieste, comunicazioni, segnalazioni tra l’imprenditore commerciale e la Pubblica Amministrazione transiteranno tramite modalità telematiche.
I Comuni saranno chiamati a redigere piani commerciali quadriennali e dovranno istituire una Commissione (Forum consultivo), presieduta dal Sindaco e composta dai rappresentanti delle associazioni dei consumatori, che dovrà essere ascoltata in materia di programmazione commerciale.
Il ddl riserva un ruolo importante allo Sportello Unico per le Attività Produttive (Suap) che costituiranno il riferimento per la richiesta ed il rilascio degli atti amministrativi autorizzativi.
Il responsabile del Suap avrà anche un ruolo di tutor dell’impresa commerciale nella fase di start up, assistendolo nelle procedure finalizzate all’apertura dell’esercizio. Il responsabile del Suap dovrà, inoltre, garantire, sotto monitoraggio dell’Assessorato regionale delle Attività Produttive, l’osservanza delle migliori prassi amministrative e l’applicazione delle disposizioni in materia di semplificazione.

Fonte: La gazzetta degli Enti locali

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