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Vigilanza e controllo alimentare

Più di 470 mila strutture controllate dalle Asl, oltre 143 mila esami di laboratorio, ben 34 mila ispezioni dei Carabinieri dei Nas. Sono i grandi numeri della sicurezza degli alimenti in Italia lungo la filiera che va dai campi alla tavola contenuti nel rapporto “Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia – Anno 2009”, a cura del Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza degli Alimenti, Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione – Ufficio VIII, trasmesso al Parlamento dal Ministero della Salute.
Nel corso dell’anno 2009, i Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione e i Servizi Veterinari dei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl hanno complessivamente controllato 470.612 unità operative (impianti e attrezzature dei locali, strutture e mezzi di trasporto). Le unità controllate sono risultate pari al 33,1% rispetto al numero di strutture segnalate sul territorio (1.422.377), una su tre. Nove unità controllate su dieci sono risultate in regola: durante le ispezioni, infatti, sono state riscontrate infrazioni in 54.858 unità (11,7%). Le percentuali più elevate di irregolarità sono state riscontrate nei produttori e confezionatori che non vendono al dettaglio, seguiti dalla ristorazione. Nell’anno 2008 si era registrata una percentuale di irregolarità del 12,2%.
Da questi risultati emerge il ruolo fondamentale delle Aziende AUSL – Servizi di Igiene Pubblica e Veterinari, impegnate in prima linea nel controllo ufficiale. In particolare, le percentuali più elevate di irregolarità e, conseguentemente, di infrazioni sono state riscontrate nell’igiene generale ed igiene del personale, delle strutture e dell’HACCP. Per ovviare a tali problematiche si ritiene necessario che le Associazioni di categoria degli operatori del settore alimentare operino attivamente presso i loro associati, al fine di assicurare la qualità del prodotto soprattutto per quanto riguarda i sistemi di controllo dei rischi igienici.
Relativamente ai Laboratori pubblici che operano nel controllo Ufficiale (Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente, Laboratori di Sanità pubblica delle ASL ed Istituti Zooprofilattici Sperimentali), i campioni di prodotti alimentari analizzati, sia di origine animale che vegetale, sono stati complessivamente 143.785, di cui 2.487 sono risultati non regolamentari, facendo registrare una percentuale di non conformità pari all’ 1,7%, inferiore di quella avutasi nel 2008 (2,1%). Il maggior numero di infrazioni ha riguardato le contaminazioni microbiologiche e, in misura inferiore, quelle chimiche.
A questi dati si aggiunge l’attività investigativa svolta dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS) per impedire frodi, sofisticazioni e adulterazioni. Nel corso del 2009 i carabinieri NAS hanno effettuato complessivamente 34.675 ispezioni, accertando complessivamente 23.342 infrazioni; le frodi sono le più ricorrenti, pari al 19 % delle violazioni contestate. ll confronto con i dati degli anni precedenti evidenzia una costante prevalenza di non conformità nell’ambito dei sistemi di autocontrollo messi in atto dagli Operatori del Settore alimentare. La non adeguata applicazione dell’HACCP si ripercuote anche nelle infrazioni riscontrate nel corso dell’attività analitica sui prodotti alimentari, svolta dai Laboratori del controllo ufficiale. Infatti, non si è in grado di applicare efficaci azioni correttive, sia in ambito microbiologico sia chimico, quando le non conformità prevalenti sono riconducibili a scarsa igiene della lavorazione e inadeguato controllo delle materie prime.

Fonte: Ministero della Salute

“Vigilanza e controllo alimenti e bevande in Italia – Anno 2009″

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