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Vincoli in materia di apertura di parafarmacie

L’Antitrust in una segnalazione inviata al Governo e al Parlamento, lo scorso 3 febbraio prende posizione rispetto all’emendamento n. 1.206 presentato al decreto legge n. 225 (c.d. milleproroghe) e dice no a modifiche legislative che blocchino l’apertura delle parafarmacie. Secondo l’Autorità, se fosse votata la modifica proposta, non sarebbe più possibile aprire nuovi punti vendita ma, dietro autorizzazione dell’amministrazione competente, sarebbe consentito solo il trasferimento di quelli già esistenti in un’altra area dello stesso comune o di un comune differente, che ne sia priva. Per l’Antitrust, se passasse l’emendamento presentato, si ridurrebbero le possibilità di scelta dei consumatori, con probabili effetti negativi sul livello dei prezzi e sulla qualità del servizio offerto, attenuando significativamente gli effetti concorrenziali che il libero sviluppo di questo nuovo canale distributivo sta esercitando. Al contrario, il processo di liberalizzazione della distribuzione dei farmaci deve proseguire, non solo attraverso un ampliamento del numero degli esercizi, ma anche consentendo la vendita al di fuori della farmacia, e sempre alla presenza del farmacista, dei medicinali di fascia C, acquistabili solo con la ricetta medica.
L’emendamento presentato al decreto milleproroghe non rappresenta un’iniziativa isolata: da quando sono state aperte le parafarmacie, l’Antitrust ha dovuto più volte segnalare proposte di modifica della normativa volte a vanificare gli effetti della liberalizzazione e, in particolare, a ostacolare l’apertura di nuovi punti vendita, rendendola più onerosa, o a creare una sorta di “pianta organica” anche per le parafarmacie.

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