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IL CASO – somministrazione – home restaurant – SCIA – conseguenze

Un cittadino intende avviare una attivita’ di home restaurant in un appartamento che detiene in locazione, che, a quanto è dato sapere, al momento non è normata da alcun provvedimento legislativo. Un tentativo lo fece il Parlamento, ma fu bloccato dall’Autorita’ garante della concorrenza, per quanto io so. Io ritengo che possa esercitarsi, nel principio che tutto cio’ che non è espressamente vietato dall’ordinamento giuridico puo’ ritenersi ammissibile, ma forse con delle limitazioni.Ve ne sono, se non altro per analogia a altre attivita’ di somministrazione, oppure detta attivita’ è completamente libera e lasciata quindi al libero arbitrio e discrezione di chi intende esercitarla? Se è fattibile, occorre una SCIA , del tipo di quelle utilizzate per avvio di attivita’ di somministrazione, oppure è sufficiente una semplice comunicazione allo sportello SUAPE del Comune?.

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