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Il laboratorio domestico di produzione alimenti

Complice anche il periodo di crisi emergenziale produttiva dovuta all’emergenza Covid, si è diffusa l’idea di preparare cibi in ambienti domestici, utilizzando cioè la cucina dell’abitazione, per poi venderli per asporto. Si tratta, in pratica, di attività promiscue e simili all’home restaurant, ma senza la somministrazione presente in quest’ultimo, dove il soggetto intenderebbe preparare cibi, bevande, dolci delle varie ricorrenze e talvolta anche pane.

Queste attività – che taluno ha voluto chiamare “impresa domestica alimentare”, quando in realtà devono essere denominate in base alla normativa sanitaria “laboratori di produzione alimenti” – hanno fatto sorgere alcuni dubbi, sia sotto il profilo amministrativo, sia in relazione alla normativa urbanistico edilizia.

 

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