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Il rapporto fra atto unico e atti istruttori endoprocedimentali in un caso pratico.

Articolo di Domenico Trombino

In un Comune il SUAP è inquadrato nell’Area tecnica, mentre l’ufficio commercio nell’Area affari generali. E’ quest’ultimo che istruisce le singole “pratiche” di competenza e adotta, ove previsto, le autorizzazioni. Il SUAP si limita a interloquire con l’utente, dall’eventuale richiesta di integrazione documentale sino al rilascio del provvedimento (più o meno) unico, redatto attraverso il “copia e incolla” dell’autorizzazione adottata dal responsabile dell’ufficio commercio, senza allegazione della stessa, né alcun richiamo ai suoi estremi.

Potremmo dire che qui la forma è salva, ma la sostanza è contaminata, dove forma s’intenda riferito al procedimento unico e sostanza agli atti amministrativi.
Stante la discrezionalità degli atti d’organizzazione, non esiste un solo modello di SUAP.
I comuni, negli anni, hanno istituito sportelli unici per le attività produttive fra loro diversi.
Non è stato realizzato neppure lo stesso inquadramento del SUAP nella struttura: in dipendenza di valutazioni politiche (orientate verso un interesse ritenuto prevalente per tradizione storica o adesione ideologica), di necessità contingenti imposte dalla dimensione dell’ente o, ancor più banalmente, della maggiore disponibilità di risorse umane e materiali in una determinata articolazione, si trovano sportelli unici attività produttive (ovviamente) nei settori sviluppo economico, ma anche urbanistica ed edilizia nonché, talora, nella polizia
municipale, limitandosi a quelli più ricorrenti.

 

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