La vendita di prodotti nelle rivendite di generi di monopolio

Secondo l’art. 4, comma 2, lettera b), del d.lgs. n. 114/1998, la disciplina del commercio non si applica: “b) ai titolari di rivendite di generi di monopolio, qualora vendano esclusivamente generi di monopolio di cui alla legge 22 dicembre 1957, n. 1293, e successive modificazioni, e al relativo regolamento di esecuzione, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1958, n. 1074, e successive modificazioni”.

Ai medesimi soggetti, però, le disposizioni del decreto si applicano nel caso in cui intendano vendere altri prodotti.

Come per le farmacie, sulla base della precedente legge n. 426/1971 e del d.m. n. 375/1988, i titolari delle rivendite di generi di monopolio avevano diritto ad ottenere, ove la chiedessero, una tabella merceologica ad essi riservata per la vendita di determinati prodotti. Il contenuto della tabella merceologica, istituita dall’art. 56, comma 9, del citato d.m. n. 375, era elencato nell’allegato 9 di tale decreto. Con d.m. 17 settembre 1996, n. 561, modificativo del d.m. n. 375, il contenuto dell’allegato 9 era stato sostituito ed ampliato con l’aggiunta nell’elenco relativo al contenuto della tabella, riservata ai titolari delle rivendite di generi di monopolio, di ulteriori prodotti. Per effetto della suddetta modifica i prodotti elencati erano consistentemente più numerosi, appartenenti al settore non alimentare e a quello alimentare e omogenei alla tipologia del servizio svolta dai distributori di carburante.

Con l’approvazione del decreto legislativo n. 114/1998, all’art. 25, comma 1 si è stabilito l’ampliamento merceologico al settore alimentare e non alimentare corrispondente per tutti gli esercenti in possesso di precedente autorizzazione commerciale, e si è escluso detta possibilità per i soggetti in possesso della tabella riservata ai titolari delle rivendite di generi di monopolio, oltre che – come detto – per i soggetti titolari o gestori degli impianti di distribuzione di carburanti e per i soggetti titolari di farmacia, anch’essi con tabella specifica riservata.

A seguito della entrata in vigore del d.lgs. n.114/1998, pertanto, le suddette tre categorie di esercenti, in considerazione del vantaggio consentito dalle norme di porre in vendita in regime esclusivo alcuni prodotti, sono stati esclusi dal citato art. 25 dalla possibilità di usufruire dell’ampliamento al settore merceologico alimentare o non alimentare corrispondente alla tabella merceologica oggetto dell’autorizzazione commerciale.

Anche attualmente, pertanto, restano valide le norme relative alla tabella speciale e i titolari di rivendite di generi di monopolio possono avviare l’attività con riferimento ai prodotti compresi nella tabella loro riservata. Per la vendita di detti ultimi prodotti, però, sono tenuti a rispettare le disposizioni dello stesso d.lgs. n. 114/1998.

Il contenuto della tabella riservata ai titolari delle rivendite di generi di monopolio è il seguente:
• Articoli per fumatori.
• Francobolli da collezione e articoli filatelici.
• Moduli e stampati in genere, per comunicazioni e richieste ad enti vari, moduli per contratti.
• Tessere prepagate per servizi vari.
• Articoli di cancelleria e cartoleria (compresi materiali di consumo per computers e fax).
• Articoli di bigiotteria (articoli prodotti ad imitazione della gioielleria per l’abbigliamento e l’ornamento della persona in metallo o pietra non preziosi) quali spille, fermagli, braccialetti, catene, ciondoli, collane, bracciali, anelli, perle, pietre e vetri colorati, orecchini, bottoni, da collo e da polso, gemelli da polso, fermacravatte, portachiavi e simili.
• Pellicole fotocinematografiche, compact disc, musicassette e videocassette da registrare.
• Lampadine, torce elettriche, pile, prese e spine (elettriche e telefoniche).
• Articoli per la cura e l’igiene della persona, nonché prodotti cosmetici e di profumeria.
• Articoli di pelletteria (escluse calzature, valigeria e borsetteria).
• Articoli di chincaglieria purché realizzati in materiali non preziosi (a titolo di esempio: pietre e vetri colorati, bottoni, temperini, portachiavi ecc.).
• Pastigliaggi vari (caramelle, confetti, cioccolatini, gomme americane e simili).
• Fazzoletti, piatti, posate, bicchieri “usa e getta” e simili.
• Detersivi, insetticidi in confezioni originali, deodoranti.
• Articoli sportivi (esclusi capi di abbigliamento e calzature) inclusi gli articoli da pesca per dilettanti, distintivi sportivi.
• Articoli ricordo (esclusi gli articoli di oreficeria).
• Carte geografiche e stradali, mappe e guide turistiche su qualsiasi supporto realizzate.
• Giocattoli (escluse le biciclette), articoli per festività o ricorrenze a carattere civile e/o religioso, articoli per feste, giochi di società, giochi pirici.
• Fiori e piante artificiali.
• Articoli per la cura e la manutenzione delle calzature.
• Callifughi, cerotti, garze, siringhe, profilattici, assorbenti igienici, pannolini per bambini, cotone idrofilo, disinfettanti (alcool denaturato, acqua ossigenata, tintura di iodio e simili).
• Orologi a batteria in materiali non preziosi.
• Articoli per il cucito, il ricamo ed i lavori a maglia.

In tema di vendita da parte delle tabaccherie, riveste, senza dubbio, fondamentale importanza il parere che l’ufficio legislativo del Ministero dello sviluppo economico ha emesso in data 15 ottobre 2007 di risposta ad una nota di richiesta formulata dalla FIT – Federazione italiana tabaccai.

Nella suddetta risposta l’Ufficio legislativo ha così sancito: “In riferimento al quesito di cui alla nota del 9 ottobre 2007 della federazione Italiana tabaccai si osserva che la tabella speciale relativa alla vendita di generi di monopolio rappresenta una particolarità commerciale ricomprendendo al proprio interno anche alcuni generi, di natura alimentare, non deperibili e che non necessitano di particolari trattamenti di conservazione. In considerazione delle medesime caratteristiche strutturali e di conservazione, si deve ritenere che nulla osta a considerare rientranti nella categoria dei generi alimentari non deperibili senza necessità di particolari trattamenti di conservazione, anche le bevande preconfezionate e preimbottigliate, ed in particolare le bibite in lattina, tetrapak o bottiglietta, con esclusione del latte e dei suoi derivati. I sopracitati prodotti possono dunque essere oggetto di vendita da parte dell’esercente, anche senza il possesso di specifico requisito professionale e senza la presentazione di specifico modello (all’epoca COM 1, oggi SCIA di commercio) fermo restando il rispetto delle norme igienicosanitarie relative ai locali ed alle attrezzature utilizzate.
Resta, infine, inalterata la possibilità per l’esercente la vendita di generi di monopolio di presentare apposita segnalazione di inizio attività ai sensi e per gli effetti del d.lgs. 114/1998”.

La risposta del competente Ufficio legislativo, tenendo conto delle considerazioni espresse dall’interpellato Ministero della salute, ha aperto le porte alla possibilità e legittimità di vendita all’interno delle tabaccherie di una serie di bevande in lattina ed/o prodotti confezionati alimentari come merendine e simili, partendo dal presupposto che tale attività non si configuri come principale ed autonoma vendita al dettaglio ma come complementarietà di vendita rispetto a quella dei generi di monopolio, e pertanto esercitabile senza requisito professionale in virtù delle condizioni di vendita del prodotto (confezionato e con esclusione di quei prodotti che necessitano di particolari cautele e metodi di conservazione che presuppongono una conoscenza professionale specifica).

Sulla necessità o meno della presentazione della notifica igienicosanitaria prevista dal regolamento CE 2004/852, si riscontrano però differenti posizioni nelle varie Regioni in virtù del diverso valore attribuito alla vendita di tali prodotti dal competente legislatore regionale in materia sanitaria.

In genere, si propende per considerare tale vendita come minimale e quindi non soggetta a notifica sanitaria.

 

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di Saverio Linguanti e Roberta De Benedetto

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