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Reiterate richieste di accesso agli atti non determinano, necessariamente, un turbamento alle attività degli uffici pubblici

Le istanze d’accesso reiterate, dirette ad una Pubblica Amministrazione, non determinano necessariamente un turbamento alla regolare attività dell’ufficio.

Lo ha chiarito la Corte di Cassazione (Sez. Penale) nella sentenza 25296/2021.

La questione non è di poco conto, se si pensa che un numero consistente di richieste d’accesso agli atti può determinare la paralisi dell’attività amministrativa degli uffici pubblici. Per tale ragione, una buona parte della giurisprudenza, ha spesso preso le parti delle pubbliche amministrazioni, bersaglio di indiscriminate istanze ostensive.

 

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