Questo articolo è stato letto 101 volte

IL CASO – trattenimento – chiesa – imprenditorialità

41F6B4E1-176C-4F1C-A6AD-EC48AD9D9AED

Si chiede se un’attività di trattenimento che per le sue caratteristiche è da autorizzare ai sensi del 68/69 TULPS, qualora si svolgesse all’interno di una chiesa o di qualunque altro edificio di culto, sarebbe ancora soggetto a procedimento autorizzatorio. Il dubbio nasce dal fatto che le condizioni di sicurezza dei luoghi devono essere verificate indipendentemente dai luoghi, infatti dal punto di vista della sicurezza, a parere di chi scrive, non vi è alcuna differenza fra assistere più o meno passivamente ad una funzione religiosa o ad una rappresentazione teatrale o musicale. Per maggiore chiarezza pongo la domanda in altri termini: perché lo svolgimento di un a funzione religiosa alla quale un pubblico anche vasto, in un luogo pubblico e al chiuso assiste in modo più o meno partecipato è un’attività libera, mentre negli stessi luoghi e le stesse condizioni di pubblico una rappresentazione spettacolare si autorizzerebbe ai sensi del TULPS ? La discriminante è solo l’imprenditorialità?

Vuoi conoscere la risposta dei nostri esperti? Continua a leggere QUI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>