Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha avviato un confronto con le Regioni e le rappresentanze degli ambulanti per affrontare il tema della disciplina del commercio ambulante, alla luce delle osservazioni della Commissione europea sulla normativa italiana. L’obiettivo, condiviso da istituzioni e categoria, è elaborare entro febbraio una proposta di linee guida da trasmettere a Bruxelles, in grado di bilanciare concorrenza, tutela degli operatori storici e uniformità di trattamento tra territori.
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Un confronto istituzionale dopo le osservazioni della Commissione UE
Il tema del commercio ambulante torna al centro dell’agenda istituzionale con un passaggio che segna, almeno nelle intenzioni, un cambio di passo: costruire una risposta “ordinata” e concertata alle osservazioni formulate dalla Commissione europea sulla normativa italiana.
È questo il senso dell’incontro che si è svolto il 30 gennaio 2026 a Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, presieduto dal ministro Adolfo Urso, con la partecipazione degli assessori regionali alle attività produttive e dei rappresentanti delle categorie degli ambulanti. Al tavolo, le Regioni sono state guidate dal coordinatore Giacomo Bugaro (Regione Marche).
L’obiettivo dichiarato è affrontare in modo strutturato la disciplina del settore, evitando interventi frammentati o soluzioni disomogenee tra i diversi territori, in un quadro nel quale il confronto con l’Europa rappresenta un passaggio inevitabile.
La road map: linee guida entro febbraio e un tavolo permanente
Il punto operativo dell’iniziativa è la scelta di procedere con un tavolo di confronto, con una tempistica molto stretta: entro febbraio dovrà essere elaborata una proposta di linee guida da inviare alla Commissione UE.
Il percorso, così come delineato, non è una mera interlocuzione tecnica: si punta a costruire un documento capace di orientare le scelte future, offrendo una cornice comune per gestire un tema che coinvolge direttamente amministrazioni locali, assetti regionali e aspettative di migliaia di operatori economici.
La proposta di linee guida, secondo quanto emerso, dovrà essere formulata “in tempi brevissimi” e con un’impostazione condivisa tra livelli istituzionali, così da rafforzarne la credibilità e la tenuta in un dialogo europeo che si annuncia complesso.
Il nodo dell’equilibrio: concorrenza, operatori storici e regole omogenee
La questione, come spesso accade nei settori ad alta densità sociale ed economica, è tutta nella ricerca di un equilibrio tra interessi diversi.
Ministro, assessori e rappresentanti della categoria hanno infatti convenuto sulla necessità che il provvedimento finale sappia mediare tra tre esigenze principali:
•tutela della libera concorrenza, richiamata come criterio imprescindibile nel quadro europeo;
•rispetto della categoria degli operatori storici, già presenti sui territori e radicati nel tessuto economico locale;
•garanzia di un trattamento omogeneo tra le singole regioni, evitando disparità applicative che rischiano di generare contenziosi e incertezza.
La posizione del ministro: “percorso condiviso” per tutelare una categoria storica
Nel commento diffuso a margine dell’incontro, il ministro Urso ha rimarcato la volontà di procedere con un percorso condiviso con le Regioni, esplicitando un elemento politico e identitario: la tutela di una categoria considerata parte integrante della storia economica del Paese.
“Lavoreremo insieme con le Regioni per trovare il giusto percorso condiviso per tutelare una categoria che ha contribuito allo sviluppo del nostro Paese, composta da piccoli commercianti e artigiani che da generazioni colorano e vivacizzano i mercati delle nostre città”, ha dichiarato il ministro.
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