L’intelligenza artificiale sta entrando progressivamente nei processi della Pubblica Amministrazione, ma il vero fattore decisivo non è la tecnologia. La differenza la fanno le persone chiamate a governarla, comprenderla e utilizzarla in modo corretto. Per questo motivo il tema delle competenze sta diventando centrale tanto quanto quello delle piattaforme e degli algoritmi. Senza figure adeguatamente formate, anche gli strumenti più avanzati rischiano infatti di essere sottoutilizzati o utilizzati in modo non conforme alle norme.
Mentre tutti parlano di algoritmi, modelli e prompt, le domande che cambiano davvero le sorti di un’azienda, di una PA o di uno studio professionale sono: chi fa funzionare l’AI e come si assumono, formano e trattengono i talenti che la rendono sicura, conforme e competitiva? I 12 professionisti per intelligenza artificiale è il nuovo libro di Maggioli Editore pensato per fare chiarezza sui profili professionali che ogni organizzazione deve conoscere, gestire, formare per restare al passo
Indice
Il quadro normativo tra AI Act e legge italiana
Il contesto normativo europeo e nazionale va proprio in questa direzione. Da un lato l’AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689) introduce regole precise per l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale; dall’altro la legge italiana 23 settembre 2025 n. 132, entrata in vigore il 10 ottobre 2025, rafforza il principio della supervisione umana significativa, stabilendo che le decisioni non possano essere delegate integralmente alle macchine. La normativa assegna inoltre ad AgID e all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale un ruolo centrale nel monitoraggio e nel coordinamento delle attività legate all’AI.
La norma UNI che definisce i professionisti dell’AI
In questo scenario assume particolare importanza la UNI 11621-8:2026, la norma tecnica che individua i principali profili professionali dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è fornire a Enti pubblici e organizzazioni uno standard condiviso per descrivere ruoli, competenze e responsabilità, creando un linguaggio comune che faciliti la pianificazione delle risorse e dei percorsi formativi.
Dodici profili per governare l’innovazione
La norma individua dodici figure professionali che rappresentano l’ecosistema delle competenze AI. Si passa dai profili strategici, chiamati a definire obiettivi e indirizzi, fino agli specialisti che operano nell’ambito dei dati, dello sviluppo dei modelli, della ricerca, della sicurezza, dell’etica e della governance.
Il punto non è necessariamente avere tutte queste figure all’interno del proprio Ente ma sapere quali competenze siano indispensabili per i progetti in corso, quali possano essere sviluppate attraverso la formazione del personale e quali, invece, possano essere reperite tramite collaborazioni esterne o fornitori qualificati.
Formazione e valorizzazione del personale
Le competenze rappresentano ormai una priorità anche nelle politiche del personale pubblico. L’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale delle Funzioni Centrali per il triennio 2025-2027 dedica infatti particolare attenzione all’intelligenza artificiale, sottolineando la necessità di garantire sicurezza, tutela della privacy e rispetto della dignità delle persone.
Lo stesso contratto rafforza il tema della formazione continua, prevedendo piani integrati per lo sviluppo delle competenze, percorsi dedicati ai neoassunti e la possibilità di introdurre veri e propri “patentini delle competenze”. Un approccio che conferma come la trasformazione digitale debba essere accompagnata da un investimento strutturale sulle persone e non soltanto sulle tecnologie.
Le azioni che gli Enti devono avviare
Per le Amministrazioni Pubbliche diventa quindi fondamentale avviare una ricognizione delle competenze già presenti all’interno dell’organizzazione. Occorre individuare eventuali lacune rispetto ai profili descritti dalla UNI 11621-8:2026, definire con precisione chi esercita funzioni di supervisione e validazione dei sistemi AI e predisporre percorsi di aggiornamento professionale adeguati.
Un altro aspetto cruciale riguarda la tracciabilità delle decisioni. La supervisione umana richiesta dalla normativa impone infatti di documentare ruoli, responsabilità e processi decisionali, così da garantire trasparenza e conformità alle disposizioni europee e nazionali.
Due errori da evitare nell’uso dell’AI nella PA
Tra gli errori più comuni vi è la convinzione che acquistare una piattaforma di intelligenza artificiale equivalga ad acquisire una competenza. In realtà la tecnologia, da sola, non produce innovazione se non viene accompagnata da una corretta organizzazione e da personale preparato.
Un altro rischio consiste nel trattare l’intelligenza artificiale come un semplice progetto informatico. L’AI incide infatti sull’organizzazione del lavoro, sui processi decisionali, sulle responsabilità dirigenziali e sulle relazioni interne agli Enti, richiedendo quindi una visione molto più ampia rispetto a quella puramente tecnologica.
Il nuovo manuale di Maggioli Editore: I 12 professionisti per intelligenza artificiale è rivolto a direttori HR, manager di PMI e Pubblica Amministrazione, professionisti ICT, enti di formazione e decisori politici, il volume illustra tutto ciò che serve per assumere, formare e governare i talenti dell’AI.
I 12 professionisti per intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale non si governa da sola: servono competenze, ruoli chiari e responsabilità definite. Questo volume offre una guida operativa per comprendere, selezionare, formare e valorizzare i 12 profili professionali dell’AI previsti dalla norma UNI 11621-8:2026, in coerenza con l’AI Act e la legge 132/2025. Pensato per chi deve prendere decisioni concrete sull’adozione dell’AI in aziende, Pubbliche Amministrazioni, enti formativi e organizzazioni professionali, il libro traduce il quadro normativo e tecnico in strumenti di lavoro immediatamente utilizzabili. Il volume consente di: Comprendere il mercato del lavoro AI in Italia e il crescente fabbisogno di competenze specialistiche; Orientarsi nel nuovo framework normativo, dall’AI Act alla legge italiana sull’intelligenza artificiale; Conoscere i 12 profili professionali dell’AI, dal Chief AI Officer all’AI Prompt Engineer, dall’AI Data Scientist all’AI Security Specialist; Individuare le competenze necessarie per progettare, sviluppare, gestire e controllare sistemi di intelligenza artificiale; Costruire percorsi di reskilling e upskilling coerenti con le esigenze dell’organizzazione; Definire modelli organizzativi, roadmap di adozione e criteri decisionali per scegliere il profilo giusto in base al bisogno; Utilizzare l’AI in modo più sicuro, conforme, responsabile e competitivo. La trattazione unisce rigore tecnico e taglio pratico, con schede operative, matrici decisionali, indicazioni per la formazione, testimonianze di esperti e raccomandazioni per imprese, Pubblica Amministrazione, professionisti, istituzioni ed enti formativi. L’acquisto del volume include contenuti aggiuntivi online: videocorso, tabelle di approfondimento e aggiornamenti periodici. Un’opera indispensabile per non affrontare l’intelligenza artificiale con improvvisazione, ma con metodo, competenze riconoscibili e una visione organizzativa chiara. Acquista ora il volume e preparati a governare l’AI con i professionisti giusti. Pasquale PopolizioÈ consulente, formatore, esperto di competenze digitali e normazione tecnica nel settore ICT.
Pasquale Popolizio: consulente, formatore, esperto di competenze digitali e normazione tecnica nel settore ICT | Maggioli Editore 2026
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