MIA: cinque elementi per scrivere domande che producono risposte utilizzabili

Il prompt della settimana: il metodo delle cinque leve: ruolo, contesto, istruzione, formato, vincoli: per ottenere da MIA risposte precise al primo colpo

27 Luglio 2026
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Questa puntata del prompt della settimana propone un metodo: cinque elementi da considerare ogni volta che si scrive una domanda a MIA.

Il principio di fondo è semplice: la qualità della risposta di un assistente AI dipende quasi interamente dalla qualità della domanda. Un quesito vago produce una risposta vaga. Un quesito strutturato produce una risposta che si può usare. Servono risposte con il registro giusto, i riferimenti normativi corretti, la struttura dell’atto appropriata. MIA conosce i contenuti del portale ma ha bisogno che gli si dica cosa cercare, per chi e in quale forma.

Perché MIA è diversa dalle altre AI?


MIA è l’assistente AI integrato nei portali verticali Maggioli. A differenza dei chatbot generalisti, MIA risponde sulla base dei contenuti pubblicati sul portale di riferimento: approfondimenti, normativa, giurisprudenza commentata, prassi, indirizzi operativi e FAQ curati dalla redazione e dagli autori Maggioli.

Questo cambia il modo in cui funzionano le cinque leve. Con un chatbot generalista, la leva “ruolo” serve a dire all’AI chi deve essere (“Sei un esperto di diritto amministrativo”). Con MIA, la competenza sul diritto degli Enti locali è già incorporata nelle fonti del portale. La leva “ruolo” serve invece a dire a MIA chi sei tu: il tuo ruolo, il tuo Ente, il tuo livello di competenza così che la risposta sia calibrata sulla tua situazione reale.

Nota: Come ogni sistema basato sull’IA, anche MIA può commettere errori. È sempre necessario verificare le risposte, in particolare i riferimenti normativi, utilizzando le sezioni del portale (Normativa, Giurisprudenza, Prassi, Approfondimenti).

Le cinque leve, una per una


Ruolo — chi sei
Dire a MIA il proprio ruolo professionaleresponsabile del servizio finanziario, istruttore amministrativo, segretario comunale, responsabile della trasparenza. Aggiungere il tipo e la dimensione dell’Ente. Questa informazione permette a MIA di calibrare il livello di dettaglio e di privilegiare le fonti più pertinenti al profilo.
Esempio: “Sono il responsabile del procedimento per gli affidamenti sotto soglia in un Comune con 6.000 abitanti.”

Contesto — cosa sta succedendo
Descrivere la situazione specificaquale procedimento, quale fase, quali soggetti coinvolti, cosa è successo finora. Il contesto è l’elemento che produce il maggior salto di qualità nella risposta. Senza contesto, MIA risponde in astratto. Con il contesto, MIA può circoscrivere la risposta al caso concreto.
Esempio: “Devo rispondere a un’istanza di accesso agli atti presentata da un consigliere comunale relativamente a una procedura di affidamento diretto per la manutenzione del verde pubblico, attualmente in fase di esecuzione.”

Istruzione — cosa deve fare MIA
Specificare l’azione richiestaredigere, riassumere, confrontare, verificare, elencare, riscrivere. “Parlami di…” è un’istruzione debole. “Elencami gli obblighi di pubblicazione applicabili a questo caso, con riferimenti normativi” è un’istruzione forte.
Esempio: “Indicami se posso differire l’accesso e a quali condizioni, citando la normativa applicabile e gli orientamenti giurisprudenziali prevalenti.”

Formato — come deve presentare la risposta
Indicare se si vuole una risposta discorsiva, una scaletta numerata, una tabella comparativa, una bozza di atto con struttura premessa-dispositivo. Se non si indica il formato, MIA sceglie autonomamente (e non sempre indovina).
Esempio: “Organizza la risposta in tre sezioni: quadro normativo, condizioni per il differimento, rischi in caso di diniego.”

Vincoli — cosa MIA non deve fare
Specificare i limiti
lunghezza massima, norme da non omettere, errori da evitare, tono da rispettare. I vincoli negativi: dire cosa non fare, sono spesso più efficaci di quelli positivi.
Esempio: “Non superare le 20 righe. Non inventare riferimenti normativi o giurisprudenziali. Se un’informazione dipende da circostanze che non conosci, segnalalo.”
L’esempio concreto: la stessa domanda, con e senza le cinque leve

Un esempio

Domanda senza struttura:
“Come si risponde a un’istanza di accesso agli atti?”
Cosa aspettarsi: MIA restituisce una panoramica corretta ma generica. Spiega cos’è l’accesso documentale, cita la legge 241/1990, elenca i principi generali. Nessuna indicazione operativa, nessun modello, nessuna distinzione tra tipi di accesso. La risposta è un punto di partenza, non un output utilizzabile.

Domanda con le cinque leve:
Sono il responsabile dell’ufficio segreteria di un Comune con 9.000 abitanti [RUOLO]. Un cittadino ha presentato istanza di accesso documentale ai sensi degli artt. 22 e ss. della legge 241/1990, chiedendo copia della delibera di Giunta che approva il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari [CONTESTO]. Scrivi una bozza di risposta formale di accoglimento dell’istanza [ISTRUZIONE]. Usa tono istituzionale, paragrafi brevi, e includi: riferimento al protocollo dell’istanza, termine per il ritiro delle copie, ufficio competente, diritti di riproduzione [FORMATO]. Massimo 15 righe. Non inventare numeri di protocollo o date: dove servono dati che non hai, scrivi [DA COMPLETARE] [VINCOLI].

Cosa aspettarsi: MIA produce una bozza di risposta con struttura corretta, tono adeguato, riferimenti normativi pertinenti, segnaposto per i dati mancanti. L’output è direttamente utilizzabile come traccia per la risposta definitiva.

! Le cinque leve sono un repertorio, non un obbligo. Per una domanda semplice (“Qual è il termine per la pubblicazione degli atti all’albo pretorio?”) bastano contesto e istruzione. Per una richiesta complessa (una bozza di atto, un confronto tra orientamenti, un’analisi di legittimità) servono tutte e cinque.

Variante avanzata: prompt concatenati


Per attività complesse (determine articolate, pareri, relazioni) conviene spezzare il lavoro in più domande nella stessa conversazione anziché concentrare tutto in un unico prompt. Ogni domanda successiva sfrutta il contesto accumulato.

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