Concessioni demaniali – Il conflitto tra Direttiva Servizi e diritto interno

di Stefano Bertuzzi, Gianluca Cottarelli, Céline Cusumano

La questione circa la compatibilità delle frequenti proroghe delle scadenze delle concessioni demaniali marittime a finalità turistico-ricreative con il diritto eurounitario è oggetto di ampio e duraturo dibattito, sia in dottrina che in giurisprudenza. Dette proroghe, infatti, sollevano diverse questioni, particolarmente sensibili, in relazione alla loro compatibilità con l’ordinamento eurocomunitario cui lo stesso legislatore non ha, ad oggi, fornito una risposta chiara, stabile ed armonizzata con i vincoli derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea.

Nodo centrale di questo dibattito è la riconducibilità o meno di tali concessioni nell’ambito di applicazione della Direttiva 2006/123/CE (c.d. Direttiva Bolkestein), relativa ai “servizi nel mercato interno” e, più in generale, sulla compatibilità della normativa interna con i principi di imparzialità, pubblicità e trasparenza che discendono dall’art. 49 TFUE.

Il primo paragrafo dell’art. 1 della citata Direttiva fornisce una definizione molto ampia di servizi che arriva a ricomprendere qualsiasi attività economica non salariata di cui all’articolo 57 TFUE, fornita normalmente dietro retribuzione.

Il momento centrale è poi rappresentato dall’art. 12 il quale, in tutti i casi in cui il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della sca rsità dellerisorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, impone agli Stati membri il ricorso a procedure di selezione dei candidati potenziali imparziali e trasparenti e un’adeguata pubblicità dell’avvio della procedura e del suo svolgimento e completamento.

In tali casi la concessione (autorizzazione secondo il linguaggio del legislatore eurounitario) è rilasciata per una durata limitata adeguata e non può prevedere la procedura di rinnovo automatico né accordare altri vantaggi al prestatore uscente o a persone che con tale prestatore abbiano particolari legami.

L’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, per mezzo delle due sentenze 9 novembre 2021, nn. 17 e 18, è intervenuta a fare chiarezza con una netta presa di posizione con la quale, oltre a diradare i dubbi rispetto a questa complessa materia, fornisce anche valutazioni utili in una prospettiva de iure condendo.

 

PER APPROFONDIRE

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CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME

di Stefano Bertuzzi, Gianluca Cottarelli, Céline Cusumano

L’intento di questa pubblicazione è quello di delineare, brevemente ed efficacemente, la disciplina dettata nell’ordinamento in tema di concessioni pubbliche (in generale) e marittime (in particolare): l’intervento della Direttiva Bolkestein 2006/123/CE sui meccanismi selettivi di affidamento per le attività limitate dalla scarsità di risorse naturali, la loro applicazione al settore delle concessioni demaniali marittime e la conseguente giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea; nonché alcuni profili comparatistici sul regime demaniale marittimo disciplinato in altri ordinamenti europei.

Il volume si focalizza poi sulla riforma “parziale” operata con la Legge di Bilancio 2019 e le conseguenti sentenze del Consiglio di Stato (9 novembre 2021, nn. 17 e 18) sul tema delle proroghe automatiche e generalizzate delle concessioni demaniali marittime.

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