La sentenza interviene in una fase cruciale del contenzioso sulle concessioni demaniali marittime, definendo i limiti del potere di autotutela della Pubblica Amministrazione di fronte alle incertezze normative nazionali e ai vincoli comunitari (Direttiva Bolkestein).
La vicenda
Una società, titolare di una concessione demaniale, aveva avviato a fine 2023 una procedura di rinnovo del titolo (scaduto il 31.12.2023) secondo le norme del Regolamento interno dell’Autorità di Sistema Portuale (AdSP). Tale procedura prevedeva la pubblicazione di un avviso per eventuali offerte in concorrenza. Tuttavia, l’AdSP, con nota dell’11 dicembre 2024, decideva di ritirare in autotutela l’intera procedura di rinnovo. L’Autorità giustificava il ritiro citando:
Le modifiche normative del D.L. 131/2024;
La necessità di elaborare il nuovo Documento Strategico di Sistema Portuale (DPSS);
L’intenzione di procedere in futuro a un nuovo bando di gara. Contestualmente, veniva ordinato alla società di sgomberare l’area e ripristinare lo stato dei luoghi.
La decisione
Il TAR Sardegna ha accolto il ricorso della società, annullando il ritiro della procedura, sulla base dei seguenti motivi:
Qualificazione del “ritiro”: il Collegio chiarisce che l’atto dell’AdSP non è un annullamento d’ufficio (che richiederebbe un vizio di legittimità originario), ma una revoca (art. 21-quinquies L. 241/90), basata su una nuova valutazione di opportunità.
Carenza di motivi attuali: la revoca richiede motivi di interesse pubblico “concreti e attuali”. Il TAR ha stabilito che la semplice pendenza di nuove pianificazioni (DPSS) o la generica intenzione di bandire gare future non sono motivi sufficienti per interrompere una procedura di rinnovo già validamente avviata.
Proroghe ex lege e primato UE: il Tribunale ribadisce che le proroghe automatiche generalizzate sono illegittime secondo il diritto UE. Tuttavia, in questo caso, l’interesse della ricorrente non era una proroga automatica, ma il completamento di una procedura comparativa/concorsuale già iniziata, che l’Amministrazione ha interrotto illegittimamente.
L’esito
Ricorso accolto. Il provvedimento di ritiro e l’ordine di sgombero sono annullati. L’Autorità di Sistema Portuale dovrà ora portare a termine il procedimento di rinnovo avviato nel 2023 o, in alternativa, emanare un nuovo provvedimento che indichi ragioni di pubblico interesse attuali e non meramente potenziali.
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