La recente conversione del decreto legge Pnrr (decreto legge 19 febbraio 2026, n. 19) segna una svolta per gli Sportelli Unici per le Attività Produttive dei Comuni.
L’obiettivo del Governo è chiaro: eliminare i tempi morti della burocrazia per non frenare la ripresa economica.
Ma quali sono le tre novità che cambiano il volto dei procedimenti amministrativi?
1. La Conferenza di Servizi diventa “Sprint”
Dimentichiamo le lunghe attese per i pareri dei vari enti coinvolti in un progetto.
La Conferenza di Servizi accelerata, finora utilizzata quasi come un esperimento temporaneo, entra ufficialmente a regime in via definitiva.
Cosa significa per i Comuni? Che i tempi per decidere si accorciano drasticamente:
• 30 giorni (anziché 45) per i pareri ordinari.
• 60 giorni (anziché 90) per le questioni più delicate, come la tutela ambientale o dei beni culturali.
La vera “rivoluzione” è la perentorietà: se un ente non risponde entro questi limiti, il suo parere non ha più alcun valore legale.
È il principio del “chi tace acconsente”, esteso anche a settori storicamente complessi come l’archeologia o il paesaggio, con l’unica barriera invalicabile dei vincoli imposti dall’Unione Europea.
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