Con la segnalazione n. AS2160 del 19 marzo 2026, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato interviene sul settore del noleggio con conducente evidenziando criticità concorrenziali presenti in normative regionali e regolamenti comunali. In particolare, vengono censurati i requisiti territoriali – come residenza, iscrizione al ruolo provinciale e disponibilità della rimessa – ritenuti barriere all’ingresso non giustificate. L’Autorità richiama i principi della legge n. 21/1992, della libertà di iniziativa economica e della libertà di stabilimento, sollecitando gli enti a rimuovere tali vincoli entro 30 giorni.
Indice
- La segnalazione Antitrust: un richiamo alla concorrenza nel settore NCC
- Requisiti territoriali sotto accusa: residenza e ruolo provinciale
- Libertà economica e principi europei: il quadro giuridico
- Rimessa e requisiti anticipati: ostacoli all’ingresso nel mercato
- Soluzioni alternative e innovazione tecnologica
- L’invito agli enti locali: adeguare regolamenti e bandi
La segnalazione Antitrust: un richiamo alla concorrenza nel settore NCC
Con l’atto di segnalazione adottato ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 287/1990, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato interviene sul tema dell’accesso al mercato dei servizi di noleggio con conducente (NCC).
Il documento prende in esame numerose disposizioni regionali e regolamenti comunali che disciplinano i requisiti per:
• l’iscrizione al ruolo dei conducenti;
• il rilascio delle autorizzazioni NCC;
• l’operatività dei vettori sul territorio.
Secondo l’Autorità, tali disposizioni introducono vincoli territoriali che non trovano adeguata giustificazione nella normativa nazionale di riferimento, rappresentata dalla legge n. 21/1992.
Requisiti territoriali sotto accusa: residenza e ruolo provinciale
Uno dei principali rilievi riguarda l’obbligo, previsto da alcune normative regionali, di iscrizione al ruolo provinciale dei conducenti come condizione per partecipare ai bandi comunali.
Analogamente, vengono criticati i requisiti di:
• residenza nel Comune o nella Provincia;
• sede dell’impresa nel territorio;
• attribuzione di punteggi premiali legati alla localizzazione territoriale.
Secondo l’Antitrust, tali criteri determinano una “compartimentazione territoriale” che limita l’accesso al mercato e riduce l’offerta di servizi a danno dell’utenza.
L’iscrizione al ruolo, infatti, dovrebbe essere considerata valida su base più ampia, senza vincoli territoriali restrittivi, in linea con la legge quadro nazionale.
Libertà economica e principi europei: il quadro giuridico
La segnalazione richiama espressamente i principi costituzionali ed europei in materia di concorrenza.
In particolare:
• articolo 41 della Costituzione, sulla libertà di iniziativa economica;
• articolo 49 del TFUE, sulla libertà di stabilimento.
Viene inoltre citata la giurisprudenza costituzionale (sentenza n. 183/2024), che ha ribadito la necessità di eliminare barriere regolatorie non giustificate.
La previsione di requisiti basati sulla residenza o sul domicilio è considerata una forma di discriminazione territoriale, priva di proporzionalità rispetto agli obiettivi perseguiti.
Rimessa e requisiti anticipati: ostacoli all’ingresso nel mercato
Ulteriore profilo critico riguarda l’obbligo di disporre di una rimessa nel territorio comunale già al momento della domanda.
Secondo l’Autorità, tale requisito:
• costituisce una barriera preventiva all’accesso;
• impone costi anticipati senza garanzia di ottenere l’autorizzazione;
• limita la partecipazione ai bandi.
Analoghe criticità emergono per le restrizioni imposte ai veicoli NCC autorizzati da altri Comuni, ad esempio per l’accesso alle ZTL o alle corsie preferenziali.
Soluzioni alternative e innovazione tecnologica
L’Antitrust evidenzia come le esigenze organizzative e di qualità del servizio possano essere soddisfatte con strumenti meno restrittivi.
Tra questi:
• sistemi digitali di navigazione per la conoscenza del territorio;
• piattaforme di intermediazione per garantire la reperibilità dei veicoli;
• criteri selettivi basati su professionalità e competenze, non sulla localizzazione.
Si tratta di un approccio coerente con l’evoluzione tecnologica del settore e con i principi del mercato unico europeo.
L’invito agli enti locali: adeguare regolamenti e bandi
La segnalazione si conclude con un invito esplicito a Regioni e Comuni a modificare i propri atti, eliminando le barriere individuate.
Gli enti sono chiamati a comunicare entro 30 giorni le iniziative adottate.
L’obiettivo è favorire un’apertura effettiva del mercato NCC, garantendo maggiore concorrenza, efficienza e qualità del servizio per gli utenti.
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