Nel 2025 crescono le gare digitali (+81%) per la progettazione

di FLAVIA LANDOLFI (dal Sole 24 Ore)

Il Sole 24 Ore
13 Aprile 2026
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di FLAVIA LANDOLFI (dal Sole 24 Ore)

La strada è quella tracciata dalla digitalizzazione con la grande locomotiva del Bim. È qui che corrono gli appalti, soprattutto pubblici, mentre un passo più in là c’è la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale, affascinante ma ancora tutta da verificare. La fotografia scattata dal 9° Report sulla digitalizzazione di Oice, l’Associazione delle società di ingegneria e di architettura aderente a Confindustria, disegna un fenomeno in crescita ma con un ritardo evidente sugli strumenti operativi.

Nel 2025 le gare con richiesta di modellazione informativa sono state 638, il 27% del totale, con una crescita dell’80,7% in numero e del 151,1% (1,5 miliardi circa) in valore rispetto al 2024. Il dato pesa ancora di più se si guarda agli importi: il Bim vale ormai oltre la metà del mercato, il 56,5% del totale. La quasi totalità delle gare si colloca sopra la soglia comunitaria dei 221mila euro: sono 584 bandi dal valore complessivo di 1.488 milioni, pari rispettivamente al 91,5% e al 99,4% del totale, spiega Oice in una nota. La maggior parte delle procedure riguarda attività di progettazione (71,9%). Ma la crescita segnala anche uno squilibrio. Solo il 35% dei bandi contiene un capitolato informativo strutturato, un passo avanti rispetto al 24% del 2024 ma ancora «assolutamente insufficiente», come rileva Oice, a rendere davvero governabile il processo digitale .È qui che emerge uno dei nodi più evidenti messi in fila nel Report dove si evidenzia come la diffusione degli strumenti informativi resti disomogenea tra amministrazioni e tipologie di gara (si veda anche la tabella in alto). Sul lato della domanda pubblica, la parola chiave è concentrazione: Agenzia del Demanio, ministero della Difesa e Anas da soli valgono circa il 40% del totale. Poche grandi stazioni appaltanti tengono in piedi la transizione.

«Viene confermato il divario tra le realtà che stanno investendo nella digitalizzazione e quelle che ancora si avvicinano al tema in modo meno approfondito e organizzato; a tutti però è chiaro che indietro non si torna e che occorre organizzarsi, investire e studiare», avverte il presidente Giorgio Lupoi. Il tema è anche culturale. Il Report insiste su un divario crescente tra chi ha già strutturato processi e chi resta in una fase ancora sperimentale, con un rischio concreto di polarizzazione del mercato. «È ormai un dato di fatto che le più importanti gare italiane indette dai principali committenti presuppongano la modellazione elettronica del progetto», sottolinea il vicepresidente Alfredo Ingletti. Sul fronte istituzionale, il richiamo è alla cautela: «Occorre innovare senza rinunciare alle garanzie, sperimentare senza indebolire i diritti e utilizzare l’Ia senza divenirne prigionieri e perderne il controllo», osserva il presidente dell’ANAC Giuseppe Busia. Il Report allarga lo sguardo oltre il Bim e fotografa un settore dove l’intelligenza artificiale entra nei processi di progettazione, nelle gare e perfino nella valutazione delle offerte. Con benefici importanti nella riduzione dei tempi. Ma il terreno resta scivoloso: qui il rischio di elaborare dati distorti non è ancora superato. 

* Articolo integrale pubblicato su Il Sole 24 Ore del 10 aprile 2026 (In collaborazione con Mimesi s.r.l.)

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