Riordino giochi – Intesa raggiunta tra Regioni e Governo

La Conferenza delle Regioni ha finalemte raggiunto all’unanimita’ l’intesa con il Governo sul riordino delle norme sui giochi.

L’opposizione di Comuni e Regioni era stata già ammorbidita nella seduta della Conferenza Unificata del 3 agosto scorso, quando il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta aveva presentato delle modifiche sostanziali al piano, dando mano libera agli enti locali su distanze e punti sensibili.

L’elemento che ha definitivamente favorito l’accordo è stato l’emendamento promosso dalla provincia autonoma di Bolzano, in materia di contrasto al gioco patologico.

Il testo stabilisce che le disposizioni specifiche di ogni Regione o Provincia autonoma, se prevedono una tutela maggiore, continueranno comunque a esplicare la loro efficacia. Inoltre le Regioni e le Province autonome ai fini del contrasto delle patologie afferenti alla dipendenza da gioco d’azzardo, potranno prevedere forme maggiori di tutela per la popolazione.
L’intesa, che sarà formalizzata con un decreto del Mef entro fine ottobre, prevede: 

Riduzione delle slot – Il testo fa esplicito riferimento alla misura contemplata nell’ultima manovra economica, in base alla quale è stata decisa la riduzione delle Awp (le slot) dalle circa 400 mila attuali a 265 mila entro il 30 aprile 2018, con un taglio percentuale del 35%. Delle 142 mila e 600 macchine da rottamare, 125 mila circa saranno tolte da bar e tabacchi, 17 mila dagli esercizi generalisti secondari (alberghi, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari).

Le nuove slot da remoto – Le circa 265 mila slot rimaste sul mercato saranno sostituite dalle nuove slot da remoto, collegate alla rete telematica statale. Questo processo avverrà in due fasi: il 50% degli apparecchi dovrà essere sostituito entro il 31 dicembre 2018, l’altra metà entro il 31 dicembre 2019. Unica deroga per gli esercizi con non più di due slot: questi, potranno rottamare direttamente entro il 31 dicembre 2019. Le slot da remoto prevederanno la giocata esclusivamente attraverso la Carta Nazionale dei Servizi o Tessera Sanitaria.

Taglio dei punti di gioco – Secondo il testo dell’accordo, i punti vendita in cui potranno essere presenti le Awp si ridurranno, nell’arco di tre anni, di circa la metà rispetto agli attuali 98.600. Come? Vi saranno 18 mila fra sale e punti di gioco certificati, così distribuiti: 10 mila agenzie o negozi aventi il gioco come attività prevalente; 5 mila corner; 3 mila sale Vlt e Bingo. A questi si aggiungerà un numero massimo di circa 30/35 mila esercizi che saranno in grado di ottenere la certificazione per la vendita di gioco pubblico. I criteri per la concessione della certificazione saranno condivisi in sede di Conferenza Unificata e fanno capo ad alcuni parametri, fra i quali: accesso selettivo della completa, identificazione dell’avventore, videosorveglianza, rispetto dei vincoli architettonici, formazione del personale, tracciabilità completa delle giocate. Al termine del periodo transitorio di tre anni potranno ospitare apparecchi soltanto i punti di gioco certificati.

Le distanze: potere agli enti locali – I punti di vendita di gioco previsti a regime sono distribuiti sul territorio «d’intesa tra le Regioni, proporzionalmente, sulla base della attuale distribuzione numerica». Regioni ed enti locali avranno la facoltà di imporre distanze e di individuare punti sensibili, consentendo però «una equilibrata distribuzione nel territorio allo scopo di evitare il formarsi di ampie aree nelle quali l’offerta di gioco pubblico sia o totalmente assente o eccessivamente concentrata».

I limiti orari – Viene riconosciuta agli enti locali «la facoltà di stabilire per le tipologie di gioco delle fasce orarie fino a 6 ore complessive di interruzione quotidiana del gioco». La raccomandazione è quella di definire tali fasce orarie «in una prospettiva il più omogenea possibile nel territorio nazionale».

Pubblicità – Il documento impegna il Governo all’apertura di un confronto europeo per favorire una legislazione comunitaria omogenea sulla pubblicità. Al riguardo, la Conferenza chiede ad Agcom di mettere a punto opportune regole finalizzate a tutelare la salute dei cittadini.

 

Fonte: Agipronews.it

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