Servizio di Ncc per auto: via ai bandi da parte dei Comuni?

Approfondimento di Pippo Sciscioli

Pippo Sciscioli 21 Maggio 2024
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Ancora una settimana per il Ministero per le Infrastrutture ed i Trasporti per impugnare al Consiglio di Stato, con eventuale richiesta di misure cautelari, la dirompente sentenza n.6068 del 27 marzo con cui il Tar Lazio, di fatto, ha sbloccato per i Comuni la possibilità di tornare- dopo oltre quattro anni- a mettere a bando nuove autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducente per auto (fino a 9 posti compreso il conducente).

Intanto lo stesso Mit stringe i tempi per varare i nuovi decreti del settore, congelato ingiustificatamente secondo il Tar laziale.

In sostanza, se la sentenza dei giudici amministrativi di primo grado diventerà definitiva nei prossimi giorni, verranno messe dai Comuni sul mercato migliaia di autorizzazioni per un servizio che soffre da troppo tempo penuria di opportunità di lavoro, finendo per mettere in crisi gli stessi enti locali che non riescono a garantire questo servizio alle proprie comunità.

Dopo il precedente intervento della Corte Costituzionale, che con l’ordinanza n.35 dello scorso 7 marzo ha sollevato davanti a sé questione di legittimità costituzionale dell’art. 10 bis c.6 del d.l. 135/2018 che stabilisce tale divieto, è arrivato dal Tar Lazio il colpo di grazia all’attuale regime normativo, che determina un’ingiustificata restrizione al mercato per questa tipologia di attività produttiva.

Si ricorda che con decreto-legge 14/12/2018, n. 135, cosi come modificato dalla legge di 
Ancora una settimana per il Ministero per le Infrastrutture ed i Trasporti per impugnare al Consiglio di Stato, con eventuale richiesta di misure cautelari, la dirompente sentenza n.6068 del 27 marzo con cui il Tar Lazio, di fatto, ha sbloccato per i Comuni la possibilità di tornare- dopo oltre quattro anni- a mettere a bando nuove autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducente per auto (fino a 9 posti compreso il conducente).

Intanto lo stesso Mit stringe i tempi per varare i nuovi decreti del settore, congelato ingiustificatamente secondo il Tar laziale.

In sostanza, se la sentenza dei giudici amministrativi di primo grado diventerà definitiva nei prossimi giorni, verranno messe dai Comuni sul mercato migliaia di autorizzazioni per un servizio che soffre da troppo tempo penuria di opportunità di lavoro, finendo per mettere in crisi gli stessi enti locali che non riescono a garantire questo servizio alle proprie comunità.

Dopo il precedente intervento della Corte Costituzionale, che con l’ordinanza n.35 dello scorso 7 marzo ha sollevato davanti a sé questione di legittimità costituzionale dell’art. 10 bis c.6 del d.l. 135/2018 che stabilisce tale divieto, è arrivato dal Tar Lazio il colpo di grazia all’attuale regime normativo, che determina un’ingiustificata restrizione al mercato per questa tipologia di attività produttiva.

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