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Commercio – La regione Umbria adotta testo unico: molte le novità per una maggiore semplificazione e innovazione

“Alleggerire gli operatori commerciali da una burocrazia ancora troppo invasiva e ridondante, attraverso un effettivo snellimento delle procedure amministrative, e ridurre gli oneri amministrativi che gravano su cittadini e imprese”: sono questi per l’assessore regionale al commercio Fabio Paparelli alcuni dei benefici introdotti dal Testo unico in materia di commercio adottato dalla Giunta regionale dell’Umbria. Il provvedimento è frutto di un confronto con le associazioni di categoria e dei consumatori e con la seconda II Commissione consiliare permanente, le cui osservazioni e modifiche hanno consentito un’ulteriore miglioramento del testo in termini di semplificazione. Il testo, vagliato dal Comitato per la legislazione, è composto da sei Titoli e novanta articoli, che portano al superamento di cinque leggi regionali e all’abrogazione di ulteriori 33 leggi regionali che sono intervenute nel tempo, coerentemente all’evoluzione normativa di settore.
“Con il prossimo via libera dell’assemblea di Palazzo Cesaroni, che, in base alla legge regionale 8/2011 sulla semplificazione, voterà l’atto senza poter apportare modifiche, si conclude un iter complesso e molto atteso dal comparto – ha aggiunto Paparelli -, frutto di un corposo e profondo adeguamento anche alle novità introdotte dal pacchetto dei decreti ‘salva Italia’, ‘liberalizzazioni’, ‘semplificazione’ e ‘del fare'”. La nuova legge offre – secondo l’assessore – una spinta concreta alla digitalizzazione, alla riqualificazione e all’ e-commerce, attraverso la presentazione di pratiche elettroniche e la gestione on-line dei procedimenti, con conseguenti ricadute in termini di innovazione e semplificazione. In questa fase di difficile congiuntura economica – ha concluso Paparelli – le norme contenute nel Testo unico sono il frutto di un lavoro ampiamente condiviso e per questo riteniamo che il provvedimento rappresenti un contributo concreto verso quella ripresa economica da tutti auspicata”.

le principali novità – la scheda

Centri Commerciali Naturali e Centri storici: la nuova disciplina rimanda ad un atto di Giunta per la puntuale definizione del concetto giuridico di Centro Commerciale Naturale quale strumento strategico volto a rafforzare le attività commerciali presenti nei centri storici e/o le reti di impresa nel contesto dei QSV. É prevista inoltre la possibilità di attivare sperimentazioni di semplificazione amministrativa atte a facilitare l’insediamento di imprese commerciali nei centri storici. Dedicato al tema della valorizzazione dei così detti “negozi storici” è l’art. 21 del testo, per quelle attività commerciali che costituiscono testimonianza storica, artistica e culturale del nostro territorio.
Negli esercizi commerciali non alimentari si dà spazio alla ristorazione: gli esercizi del solo settore non alimentare possono destinare, senza modificare la categoria di appartenenza, una parte della superficie di vendita, fino al tre per cento, e comunque non superiore a duecentocinquanta metri quadrati della superficie di vendita medesima, ai prodotti del settore alimentare strettamente funzionali al completamento dell’offerta.
Liberalizzazione indiretta dei saldi e misure a tutela del consumatore: la disciplina delle vendite di liquidazione, promozionali e di fine stagione (saldi) semplificando le relative procedure ed eliminando i limiti temporali entro cui effettuare tali vendite straordinarie favorirà un migliore servizio ai consumatori. Introdotta l’obbligatorietà dell’esposizione degli orari e dei prezzi con il dettaglio del prezzo iniziale, finale e dello sconto, inoltre vengono definite le sanzioni per i commercianti che trasgrediscono a tale obbligo.
Risorse per danni subiti a causa di opere pubbliche: saranno individuate, nel Piano triennale di indirizzo strategico del commercio, le specifiche misure di intervento rivolte alle attività commerciali a risarcimento dei danni subiti a causa dell’esecuzione di opere e lavori pubblici, a cui possono accedere i Comuni che prevedono analoghe forme di sostegno in compartecipazione finalizzate ala copertura di almeno il 30% delle somme richieste dalle imprese interessate.
Contributi: previsto lo snellimento delle procedure, la Giunta regionale individuerà, nel Piano triennale di indirizzo strategico del commercio, le specifiche misure di intervento, con l’indicazione delle relative risorse e adotterà i criteri e le modalità per la concessione dei singoli contributi attraverso iniziative proprie od anche avvalendosi dei comuni, singoli o associati tra loro, dei CAT e dei Consorzi fidi.
Ingrosso e dettaglio: nel nuovo testo unico si precisa che sarà possibile esercitare nella stessa sede sia la tipologia di commercio al dettaglio che quello all’ingrosso e, nel caso di concomitanza, la disciplina autorizzatoria applicata sarà quella riferita al settore del dettaglio.
Definizione di Polo commerciale: esso è ricondotto tra le forme integrate di commercio, inteso quale aggregazione volontaria di attività commerciali caratterizzata da iniziative ed eventi comuni, e quindi superando le censure che indicavano la necessità di superare una inutile duplicazione di titoli autorizzatori.
Commercio su aree pubbliche: semplificato il procedimento di regolarizzare della propria posizione (entro tre mesi) senza più la sospensione immediata dell’autorizzazione. Ciò sarà possibile attraverso la condivisione di dati tra gli stessi Comuni, l’Inps e l’Inail mediante l’uso della banca dati Suape.
Fiere e Mercati: le manifestazioni vengono inserite nel calendario regionale con il principio del silenzio assenso qualora non si abbia ricevuto diverso comunicazione nei 30 giorni successivi alla richiesta di domanda. Nello stesso calendario regionale verranno poi inserite, con procedura informatica, anche le manifestazioni locali di competenza dei Comuni. Sempre in questo ambito sono state semplificate le disposizioni relative al riconoscimento degli enti fieristici e quelle relative alla procedura di presentazione delle domande da parte degli organizzatori.
Realizzazione della “banca dati” delle attività commerciali di interesse regionale: verrà inserita nell’ambito dello Sportello per le attività produttive e per l’edilizia (Suape), e rappresenta il punto di partenza da cui far derivare ulteriori semplificazioni in tema di autorizzazioni e abilitazioni e consentirà di assumere facilmente dati sulla regolarità contributiva delle imprese, oltre che informazioni sui vari settori merceologici e sulle diverse tendenze e prospettive del settore.
Centri commerciali naturali e Centri storici: la nuova disciplina rimanda ad un atto di Giunta per la puntuale definizione del concetto giuridico di Centro commerciale naturale quale strumento strategico volto a rafforzare le attività commerciali presenti nei centri storici e/o le reti di impresa nel contesto dei QSV (Quadri strategici di valorizzazione). É prevista inoltre la possibilità di attivare sperimentazioni di semplificazione amministrativa atte a facilitare l’insediamento di imprese commerciali nei centri storici. Dedicato al tema della valorizzazione dei così detti “negozi storici” è l’art. 21 del testo, per quelle attività commerciali che costituiscono testimonianza storica, artistica e culturale del nostro territorio.

a cura di www.regione.umbria.it

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