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Emilia Romagna – Istituito a Faenza il calendario delle feste e delle sagre

Sono stati approvati nei giorni scorsi dalla Giunta Comunale di Faenza gli indirizzi in materia di svolgimento delle sagre e feste, nelle quali è prevista la somministrazione temporanea di alimenti e bevande.

Vengono in questo modo impartiti agli uffici preposti gli indirizzi per gestire gli aspetti amministrativi e autorizzatori delle varie manifestazioni temporanee che si svolgeranno a Faenza. In particolare è stato disposto che queste iniziative possono essere organizzate da associazioni radicate sul territorio e non da imprese o soggetti privati.

Tali soggetti entro il 31 ottobre di ogni anno devono presentare la richiesta di svolgimento della Festa allegando (pena l’inammissibilità) tutta una serie di documentazione che contempla fra gli altri una relazione sugli utilizzi degli introiti della somministrazione, anche a consuntivo. Tale obbligo è fondamentale per certificare l’utilizzo delle risorse economiche e per certificare l’assenza di lucro nonché il contrario, non è ammesso in quanto le manifestazioni inserite nel calendario non possono avere scopo di lucro.

L’attività di somministrazione inoltre non potrà svolgersi fine a se stessa ma dovrà esser  accompagnata da attività collaterali di intrattenimento culturale, ricreativo ecc, per mantenere lo status di Festa così come definita dagli indirizzi della Giunta e cioè una manifestazione nella quale si svolgono “una serie di attività aventi la finalità di valorizzazione di un territorio mediante l’utilizzo e la somministrazione di uno o più prodotti o lavorazioni di carattere enogastronomico, aventi rappresentatività culturale o identitaria rispetto al territorio stesso”.

Tale definizione pone un limite a tutte quelle Feste che negli anni le Organizzazioni del Commercio hanno contestato perché finalizzate solo alla somministrazione temporanea di pasti e cioè ad allestire un ristorante a cielo aperto, senza alcun legame né con le tradizioni, né con le imprese del la ristorazione locale, né con i prodotti enogastronomici tipici e soprattutto senza i vincoli e le regolamentazioni cui sono sottoposte le imprese della ristorazione, falsando la leale concorrenza.

Le Associazioni si dichiarano anche soddisfatte del limite temporale imposto ad ogni festa: le somministrazioni temporanee infatti non possono superare i 12 giorni consecutivi nell’anno e il limite dei 12 giorni vale anche per le feste che frazionano i periodi di svolgimento nell’anno.

E’ stato anche accolto con favore l’inserimento, richiesto dalle due Organizzazioni, del divieto di pubblicizzare pranzi aziendali, poiché questi palesemente si svolgono con finalità avulse dalla valorizzazione territoriale e fuori dal contesto ricreativo e culturale che deve caratterizzare la Festa (leggasi: si svolgono con il solo obiettivo di “far cassa” in regime agevolato su più fronti).

Tutti gli organizzatori infine sono tenuti 30 giorni prima dell’inizio della Festa a espletare presso lo Sportello Unico delle Attività Produttive tutte le istanze previste dalla normativa, così come qualsiasi altra attività d’impresa.

Apprezzando l’impegno degli Uffici Comunali nella redazione a più riprese del documento e apprezzando l’accoglimento di molte delle proposte di modifica presentate da Confesercenti e Confcommercio, queste ultime auspicano che anche le Giunte di tutti gli altri Comuni del Comprensorio faentino si impegnino a dotarsi del Calendario e degli indirizzi in materia di Feste e Sagre, con l’obiettivo di avere una uniformità territoriale nel monitoraggio e nel controllo del fenomeno delle somministrazioni temporanee.

Rimane purtuttavia forte l’esigenza nonché richiesta agli organi competenti, di combattere ogni forma di abusivismo e quindi di concorrenza sleale nel campo della somministrazione di alimenti e bevande, che alterano gli equilibri commerciali e che arrecano gravi danni di natura economica non solo alle attività in regola ma anche alle casse dello Stato e dei Comuni.

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