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Smart shop: allarme per la vendita delle cosiddette “smart drugs”

Il Capo dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con nota del 2 agosto 2010 n. DPA 0002687 P-2.64.4.5., ha segnalato che, con la pubblicazione del D.M. 16 giugno 2010, sono stati inseriti nella tabella I del D.P.R. 390/1990, recante “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza”, i cannabinoidi sintetici JWH 018 e JWH 073, oltre al Mefadronee. Tali sostanze di sintesi sono presenti in varie tipologie di “smart drugts”, le cosiddette “droghe furbe”, cosi definite in quanto, fino all’emanazione del citato D.M. 16 giugno 2010, era possibile acquistare e detenere prodotti di origine vegetale che contenevano i suddetti principi attivi, non essendo ancora inclusi nelle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope di cui al D.P.R. n. 309/1990. Questi prodotti possono essere venduti formalmente come “profumatori ambientali”, “incensi” o “concimi per le piante”, in molti negozi definiti “smart shop”. Alla circolare è stata allegata una tabella che riporta 35 prodotti elencati con i diversi nomi commerciali con i quali sono posti in vendita: la vendita di questi prodotti costituisce reato di spaccio.

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