Il caso
Un’azienda del settore alimentare intende aprire uno spaccio aziendale aperto al pubblico all’interno dello stabilimento in cui opera. Nel sito locale, tuttavia, non viene realizzato il prodotto finito destinato alla vendita, ma soltanto un semilavorato a base di frutta a guscio, che viene poi trasferito in un’altra sede del gruppo per la trasformazione conclusiva nel prodotto finale, cioè i wafer.
L’impresa prospetta inoltre una seconda particolarità organizzativa: lo spaccio non verrebbe gestito direttamente dalla società produttrice, ma da una società controllata al 100% del medesimo gruppo, alla quale sarebbero concessi in affitto il locale e la gestione del punto vendita.
Il quesito, in sostanza, è triplice: se sia possibile aprire nello stabilimento uno spaccio aperto al pubblico del prodotto finale; se tale attività possa essere gestita da una società controllata; e quale sia, in concreto, il corretto regime amministrativo da applicare, tra vendita diretta del produttore e SCIA per esercizio di vicinato alimentare.
La soluzione operativa
Preliminarmente si ritiene chiarire la differenza tra spaccio aziendale e vendita diretta:
a) lo spaccio interno, previsto dall’articolo 66 del D.Lgs. n. 59/2010, consente la vendita solo a determinate categorie (soci, dipendenti, specifici utenti), in locali non aperti al pubblico e senza accesso dalla pubblica via, previa presentazione di una SCIA commerciale al Comune;
b) la vendita diretta da parte del produttore (artigiano o industriale che sia) consente di vendere i propri prodotti nei locali di produzione o adiacenti, con accesso al pubblico, e non si applica il D.Lgs. n. 114/1998.
Ciò premesso, l’apertura di uno spaccio con vendita aperta al pubblico – così come prospettata nel quesito – appare problematica in quanto nella sede citata viene prodotto solo il semilavorato mentre il prodotto finale (wafer) viene prodotto altrove.
Si veda anche la circolare MISE n. 230596 del 2012. Inoltre occorrerà verificare, con l’Ufficio tecnico del Comune, la compatibilità della destinazione d’uso del locale classificato D10 con l’attività commerciale prospettata.
Per quanto concerne l’affitto e la gestione dello spaccio citato, la vendita diretta senza alcun titolo commerciale è consentita solo al produttore che vende i propri prodotti e allo stesso soggetto giuridico, NON ad altro soggetto giuridico (anche se controllato al 100%), e pertanto in quest’ultimo caso occorrerà presentare una SCIA commerciale di esercizio di vicinato alimentare, con registrazione sanitaria, requisiti morali e professionali (art. 71 D.Lgs. n. 59/2010 e quant’altro richiesto dalla vigente normativa, ivi compresa la compatibilità urbanistica).
Una possibilità da valutare attentamente, qualora tecnicamente possibile, per completare almeno parzialmente il ciclo produttivo nello stesso stabilimento locale adibito a semilavorato, potrebbe essere, ad esempio, aggiungere anche il confezionamento finale del prodotto per rafforzare il concetto di “produzione propria” ed esercitare, così, la vendita senza alcun titolo autorizzatorio da parte del produttore nel locale de quo.
Riferimenti normativi
• Art. 66 d.lgs. 59/2010 – Spacci interni (vendita riservata a particolari categorie, non aperta al pubblico)
• Art. 65 d.lgs. 59/2010 – Esercizi di vicinato (vendita al dettaglio)
• Art. 71 d.lgs. 59/2010 – Requisiti morali e professionali per il commercio
• D.lgs. 114/1998 – Disciplina generale del commercio al dettaglio
• Art. 4 d.lgs. 114/1998 – Esclusioni dall’ambito di applicazione (vendita diretta del produttore)
• Legge 241/1990, art. 19 – Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)
• D.lgs. 222/2016 – Regimi amministrativi delle attività economiche
• Regolamento (CE) n. 852/2004 – Igiene dei prodotti alimentari (registrazione sanitaria)
• Circolare MISE n. 230596/2012 – Chiarimenti sulla vendita diretta del produttore e spacci aziendali
• Normativa urbanistico-edilizia (d.P.R. 380/2001 e strumenti urbanistici comunali) – Destinazione d’uso dei locali
In sintesi
Per l’apertura di uno spaccio aziendale alimentare aperto al pubblico occorre:
• distinguere tra spaccio interno riservato (art. 66 d.lgs. 59/2010) e vendita aperta al pubblico;
• verificare se ricorrono i presupposti della vendita diretta del produttore (art. 4 d.lgs. 114/1998; principi confermati dalla prassi MISE, circ. n. 230596/2012);
• considerare che la vendita diretta è ammessa solo per prodotti propri e nello stesso ciclo produttivo, anche se non necessariamente esclusivo;
• accertare che il prodotto venduto sia effettivamente riconducibile alla produzione dello stabilimento (in caso di solo semilavorato, la vendita diretta del prodotto finito è problematica);
• rilevare che la vendita diretta senza titolo commerciale è consentita solo allo stesso soggetto produttore e non a soggetti terzi, anche se appartenenti al medesimo gruppo;
• in caso di gestione affidata a società controllata, attivare una SCIA per esercizio di vicinato alimentare (art. 65 d.lgs. 59/2010; d.lgs. 114/1998);
• verificare il possesso dei requisiti morali e professionali (art. 71 d.lgs. 59/2010);
• effettuare la notifica/registrazione sanitaria (Reg. CE 852/2004);
• accertare la compatibilità urbanistica dei locali (es. destinazione D10) e il rispetto della normativa edilizia;
• valutare, se tecnicamente possibile, il completamento del ciclo produttivo nello stabilimento per legittimare la vendita diretta senza SCIA commerciale.
➡️ In assenza dei requisiti per la vendita diretta, l’attività configura un ordinario esercizio commerciale al dettaglio, soggetto alla disciplina generale del commercio.
Il manuale del responsabile dello sportello unico per le attività produttive
Fin dalla sua nascita normativa lo Sportello Unico per le Attività Produttive è stato oggetto di discussioni ed inter- pretazioni più o meno corrette, inizialmente ignorato se non addirittura osteggiato salvo poi trasformarsi in senso “telematico-informatico” per diventare, infine, struttura rilevante.Tuttavia è altrettanto importante sottolineare come il SUAP non assorbe le competenze specifiche per materia di altri uffici ed enti esterni cosi come non è competente in materia sanzionatoria ma svolge attività di coordinamento e rapporto con le imprese e gli enti terzi.Per gli addetti ai lavori è quindi indispensabile avere sia un quadro normativo preciso e corretto dell’ambito operativo, sia istruzioni sintetiche utili per la gestione dei singoli procedimenti di competenza del SUAP, per la risoluzione dei casi concreti di competenza dell’ufficio.Questo è l’obiettivo che si prefigge il presente manuale, composto da schede sintetiche ma esaustive, riferite ai principali procedimenti o attività di competenza del SUAP, basate sulle norme nazionali ma con riferimenti anche a quelle regionali (dove necessario).Sezioni dell’opera:Il volume apre la trattazione con un puntuale esame della normativa sullo Sportello Unico per le Attività Produttive e del suo ruolo all’interno del Comune e nei confronti degli altri enti terzi, con illustrazione e commento delle disposizioni specifiche del DPR n. 160/2010 ed atti collegati.Nella parte introduttiva sono poi illustrati i procedimenti amministrativi di competenza del SUAP, distinguendo fra quelli soggetti a SCIA e quelli soggetti ad autorizzazioni, licenze, ecc.Nella seconda parte si riportano ben 68 schede esplicative descrittive del procedimento amministrativo delle principali attività economiche (una scheda per ogni specifica attività) dove viene indicato: tipologia, normativa di riferimento, ambito di applicazione del procedimento, enti competenti ed iter procedurale. Si tratta di un supporto di consultazione schematico e di semplice utilizzo nato con il preciso intento di guidare gli operatori del SUAP nello svolgimento del loro lavoro quotidiano. Saverio LinguantiLibero professionista consulente giuridico-legale, specialista di diritto amministrativo, è docente di legislazione e tecniche operative a tutela dell’economia della Sicurezza presso la Scuola Ispettori della Guardia di Finanza. Docente a c. di legislazione professionale presso l’Università degli Studi di Pisa, Dipartimento di Farmacia e Dipartimento di Medicina e Ricerca Traslazionale, svolge attività di consulenza stragiudiziale e formazione per imprese private ed aziende sanitarie. Già consulente giuridico dell’Ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo Economico per le materie della Semplificazione amministrativa, Commercio e SUAP, è autore di numerosi volumi e saggi specialistici in materia.
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