Strumenti urbanistici comunali e varianti per consentire insediamenti di attività produttive con essi in contrasto.
Un rapporto spesso controverso, insidioso e foriero di rischi per eventuali speculazioni, se non governato correttamente dal Comune e, per esso, innanzitutto dallo Sportello Unico pe le Attività Produttive.
La variante al Prg per consentire la realizzazione di nuovi opifici produttivi o l’ampliamento di quelli esistenti ha carattere eccezionale e straordinario, motivata dalla carenza o insufficienza di zone omogenee compatibili, e soprattutto ha natura puntuale e temporalmente limitata e legata alla vita dell’impresa.
Nel senso che essa non trasforma a tempo indeterminato e definitivo la destinazione originaria dell’area, per esempio da agricola in produttiva in senso generico, ma solo provvisoriamente per tutta la durata dell’autorizzazione rilasciata in deroga per il funzionamento di quell’opificio e dell’attività svolta, in ragione del ritenuto prevalente interesse pubblico allo sviluppo di quell’impresa interessata con tutte le ricadute positive in termini occupazionali, sociali ed economici.
Tuttavia, alla scadenza dell’autorizzazione o in caso di mancata o difforme realizzazione dell’intervento edilizio rispetto all’autorizzazione rilasciata, cessano gli effetti della variante al PRG e la destinazione dell’area di riferimento ritorna a quella originaria, con tutte le conseguenze che ne derivano.
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La variante puntuale al Prg per le attività produttive resta eccezionale e puntuale
Approfondimento di Pippo Sciscioli
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