Sicurezza nei locali e nei pubblici esercizi: il Viminale chiede ai prefetti di alzare il livello dei controlli dopo la tragedia di Crans-Montana

Circolare Ministero dell’interno 19 gennaio 2026, prot.0004636

22 Gennaio 2026
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La circolare del Ministero dell’Interno 19 gennaio 2026 (prot. 0004636) richiama Prefetture e amministrazioni a intensificare in chiave preventiva i controlli di safety nei pubblici esercizi e nei locali di intrattenimento e pubblico spettacolo, anche alla luce della tragedia di Crans-Montana. Il Viminale indica la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e la programmazione di verifiche con Commissioni di vigilanza, Vigili del fuoco, Ispettorato del lavoro e Polizia locale, con focus su agibilità, capienza, affollamento, prevenzione incendi ed esodo.

Indice

Un richiamo “precauzionale” dopo Crans-Montana


La tragedia avvenuta a Crans-Montana riaccende i riflettori su un tema ciclico e delicato: la sicurezza negli spazi di aggregazione, dai locali notturni ai piccoli esercizi che ospitano eventi e trattenimenti. È in questo contesto che il Ministero dell’Interno, con la circolare 19 gennaio 2026, prot. n. 0004636, invita le autorità territoriali a intensificare “al massimo” l’attività di controllo, soprattutto con un’impostazione preventiva, per tutelare pubblica incolumità, lavoratori e avventori.
Il documento non mette in discussione l’impianto nazionale della safety, anzi lo definisce un sistema fondato su “regole e procedure molto rigorose” che hanno mostrato nel tempo “grande affidabilità”. Tuttavia, proprio perché gli incidenti nei locali hanno spesso conseguenze gravi e immediate, il Viminale chiede di non abbassare la guardia e di rafforzare le verifiche sui contesti più esposti al rischio.

La regia dei prefetti: Comitato provinciale e analisi di contesto


Le Prefetture sono chiamate a svolgere un ruolo di impulso e raccordo. Il Ministero invita infatti a convocare specifiche riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con una composizione “allargata” e funzionale allo scopo.
Oltre alle Forze di polizia, la circolare indica la presenza dei Comandanti provinciali dei Vigili del fuoco e la partecipazione delle associazioni rappresentative dei pubblici esercenti, nonché dei referenti dell’Ispettorato del lavoro, per svolgere una vera e propria ricognizione del quadro provinciale.
L’obiettivo è trasformare l’analisi di contesto in indicazioni pratiche e coordinate: a valle della ricognizione, infatti, i prefetti dovranno impartire “puntuali indicazioni” a tutti gli attori del sistema per rendere più capillare ed efficace la vigilanza sui locali, anche al fine di contrastare eventuali forme di esercizio abusivo.

Controlli “mirati” sui locali di pubblico spettacolo: agibilità, capienza e prevenzione incendi


La circolare richiama esplicitamente l’attività delle Commissioni provinciali e comunali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, indicando la necessità di programmare verifiche per accertare la perdurante corrispondenza tra le condizioni che hanno portato al rilascio del titolo e quelle di effettivo esercizio.
Il Ministero evidenzia una check-list operativa molto concreta, che ruota intorno a quattro parole-chiave:
prevenzione incendi;
gestione dell’esodo e dell’emergenza;
congruenza tra assetto strutturale, materiali e installazioni presenti;
capienza autorizzata e affollamento effettivo.
Un passaggio specifico è dedicato anche al rispetto delle disposizioni sull’uso di fuochi d’artificio e fiamme libere all’interno dei locali, tema spesso sottovalutato ma ad alto rischio in ambienti chiusi o affollati.
Nella prospettiva della circolare, dunque, il controllo non può essere meramente “cartolare”: la tenuta del sistema si misura nella coerenza tra autorizzazione e realtà, tra capienza fissata e presenza effettiva, tra impianti dichiarati e impianti realmente operativi.

Pubblici esercizi e intrattenimenti “di fatto”: attenzione alle attività complementari


Uno dei punti più rilevanti – e più frequenti nella pratica amministrativa – riguarda il confine tra la normale attività di bar e ristorante e le attività complementari (musica, dj set, serate a tema, ballo, eventi).
La circolare richiama la necessità di verificare se tali attività diventino prevalenti, assumendo così i connotati del pubblico intrattenimento e ricadendo nelle regole più stringenti previste dal TULPS, in particolare dagli articoli 68 e 80:
art. 68 TULPS (licenza per pubblico spettacolo e trattenimenti);
art. 80 TULPS (verifica di agibilità dei locali).
Il messaggio è operativo: non basta l’etichetta “locale con somministrazione” se, nella sostanza, l’esercizio funziona come luogo di intrattenimento. In quel caso scattano procedure e responsabilità più rigorose.

Controlli integrati: Polizia locale, Vigili del fuoco e Ispettorato del lavoro


Il Viminale ribadisce che i controlli devono coprire sia profili amministrativi sia profili tecnici, e per questo risultano imprescindibili verifiche coordinate fra più soggetti.
In particolare, la circolare indica come “utile” il coinvolgimento di:
Corpo nazionale dei Vigili del fuoco;
Ispettorato del lavoro;
Polizia locale;
• e, se necessario, gli Uffici di polizia amministrativa delle Questure.
L’impostazione è quella di un controllo multilivello, in cui nessun ente, da solo, è in grado di garantire una vigilanza realmente efficace: la circolare richiama esplicitamente la centralità della Prefettura per evitare frammentazioni e garantire uniformità d’azione sul territorio.
Accanto ai controlli, infine, viene valorizzata anche la prevenzione “culturale”: il Ministero chiede di richiamare le associazioni di categoria all’esigenza di una attività di sensibilizzazione capillare verso gli esercenti.

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