Ammesso l’accesso civico generalizzato alla pratica edilizia

Approfondimento di Salvio Biancardi

Salvio Biancardi 5 Febbraio 2026
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L’accesso civico generalizzato alla pratica edilizia va riconosciuto al proprietario di un immobile collocato a 400 mt rispetto al fondo interessato dalla pratica medesima, mentre non può essere accolta la richiesta di accesso documentale (legge 241/90), difettando, in questo caso, il requisito della vicinitas. Lo ha puntualizzato il TAR Lombardia (Sez. IV), mediante sentenza del 15 dicembre 2025, n. 4141.


Il caso affrontato

Nel caso esaminato, la società ricorrente aveva impugnato la nota di un Comune, con la quale era stata rigettata la sua richiesta di accesso formulata, anche ai sensi dell’art. 5, comma 2, del d.lgs. n. 33/2013, ed aveva chiesto il conseguente accertamento del proprio diritto all’ostensione della documentazione richiesta con la predetta domanda.
La Società ricorrente era proprietaria di un compendio immobiliare ove la stessa svolgeva l’attività di lavorazione di materiali inerti e confezionamento di calcestruzzo, e, in parte, l’area ove svolgeva la propria attività, era sottoposta a vincolo ambientale.
Sulla scorta di tale collocazione, all’istante era stata negata, in passato, la sanatoria edilizia di alcuni manufatti.
In prossimità del predetto compendio erano situate delle aree comunali, pure poste all’interno della fascia di rispetto, sulle quali era stata autorizzata la realizzazione di strutture e manufatti, anche a destinazione commerciale e aperti al pubblico.
Essendo stato pubblicato un avviso di indizione di procedura concorrenziale per la locazione commerciale dei citati manufatti, la Società ricorrente, per il tramite dei propri legali, aveva formulato al Comune un’istanza volta a ottenere l’ostensione delle pratiche e dei titoli edilizi, unitamente a tutta la documentazione correlata, dell’immobile con destinazione di bar.
L’istanza era stata formulata sia ai sensi degli artt. 22 e ss. della legge n. 241/1990, sia in base all’art. 5, comma 2, del d.lgs. n. 33/2013.


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