C’è una finzione giuridica che il diritto amministrativo coltiva da sempre e che il SUAP algoritmico porta alle sue estreme conseguenze: l’idea che un procedimento plurisoggettivo sia, nella sostanza, un procedimento unico solo perché lo è nella forma.
La conferenza di servizi nasce per superare la frammentazione delle competenze senza sacrificare la pluralità degli interessi: ogni amministrazione resta titolare della propria valutazione, ma tutte concorrono a un esito comune, in un tempo comune, su un fascicolo che si presume – per definizione, prima ancora che per verifica – comune.
È un’architettura elegante, costruita sulla fiducia reciproca tra apparati pubblici che si scambiano competenza senza scambiarsi sospetto.
Funziona, da decenni, perché nessuno ha mai avuto motivo di dubitare che il fascicolo condiviso fosse il fascicolo vero.
Il SUAP algoritmico introduce, in questa architettura di fiducia, un convitato di pietra: un sistema che decide cosa deve esserci nel fascicolo prima che qualcuno, tra i convitati, abbia avuto la possibilità di controllare l’invito.
Le amministrazioni che siedono in conferenza non discutono più solo tra loro: discutono sulla base di ciò che un algoritmo ha selezionato come rilevante e nessuna di esse – per quanto competente, per quanto diligente – ha gli strumenti per accorgersi che la selezione era incompleta.
È come se in un’orchestra ogni musicista suonasse perfettamente la propria parte, ignorando che lo spartito distribuito a uno di essi è stato silenziosamente abbreviato.
Il concerto si conclude, l’esecuzione è impeccabile nota per nota e, tuttavia, manca un intero passaggio che nessuno ha eseguito, perché nessuno sapeva che esistesse.
Se la verifica di completezza è il momento in cui il vizio entra nel procedimento, la conferenza di servizi è il momento in cui quel vizio cessa di essere un fatto isolato e diventa un fatto sistemico, si propaga, silenziosamente, attraverso un meccanismo che nessuno dei soggetti coinvolti ha gli strumenti per intercettare.
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La conferenza di servizi come teatro del vizio a valle e il responsabile del procedimento tra presidio e ratifica nello sportello unico algoritmico
Approfondimento di Domenico Trombino
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